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Processo per voto di scambio, parla Raffaele Lombardo: “Io e mio figlio estranei al contesto”

Nell’udienza del processo di ieri pomeriggio che vede coinvolti per voto di scambio l’ex Presidente della Regione Raffaele Lombardo e l’on. Toti Lombardo è stato sentito dal giudice Laura Benanti l’ispettore della Polizia di Stato di Catania Agatino Todaro.

Secondo l’accusa i Lombardo avrebbero promesso ad Angelo Marino, Ernesto Privitera e Giuseppe Giuffrida, tutti e tre imputati nel procedimento, posti di lavoro in una società di gestione della nettezza urbana. “Giuffrida poi sarebbe stato assunto il 18 marzo 2013”.

In oltre due ore e mezza si è ricostruito attraverso le dichiarazioni dell’ispettore il contesto in cui si sono svolte le indagini che abbracciano tre tornate elettorali. Le regionali dell’ottobre 2012, le politiche della primavera 2013 e le comunali dell’estate 2013. La lunga ricostruzione fatta attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali  ha mostrato lo scenario in cui si svolgono le campagne elettorali. Candidati e uomini di partito che si parlano per dirottare voti trasversalmente, pacchetti di voti girati a destra e a manca, tradimenti e transumanze politiche consumate soprattutto nelle ultime elezioni comunali catanesi.

Quasi a termine dell’udienza Raffaele Lombardo, presente in aula insieme al figlio Totit, ha chiesto di rendere dichiarazioni spontanee per rispondere all’accusa parlando proprio di contesto, quello descritto dalle indagini della Polizia.

“In questo contesto – ha spiegato Lombardo, ammesso dal giudice a dichiarazioni spontanee – c’è la nostra assoluta estraneità e sottolineo la nostra. Il processo e la corruzione elettorale – ha proseguito Lombardo – se posso permettermi, senza entrare nel merito di disquisizioni giuridiche, è l’acquisizione tra virgolette attraverso la corruzione della libera volontà dell’elettore grande o piccolo che sia alla mia causa in cambio di una utilità, di un’assunzione ovvero anche di denaro”. Il processo “è per questa acquisizione tra me e Privitera che è con me da 45 anni, lo dimostrerò nel corso del mio interrogatorio. Privitera è con me dal 1970 a differenza di decine di altre persone anche dopo le elezioni del 28 ottobre del 2012, laddove il mio schieramento politico passa all’opposizione e non governa nulla, tanto è vero che lui che dice nelle tante telefonate che è incerto e torna a candidarsi perdendo quelle elezioni al quartiere nel mio stesso partito politico.

“Credo che sia uno dei pochi casi nel passaggio tra una elezione e l’altra in cui viene confermata un’appartenenza. Non c’è alcuna acquisizione. Sarebbe come se io andassi da un notaio per fare un’acquisizione e quando il notaio mi chiedesse di esibire l’atto di provenienza dell’immobile che io devo acquistare si trovasse come venditore Lombardo Raffaele. Lombardo Raffaele che compra da Lombardo Raffaele. Il notaio certamente mi accompagnerebbe alla porta”.

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Redazione

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