fbpx
GiudiziariaNews

Processo Noce. Confermato l’ergastolo

Confermato l’ergastolo a Loris Gagliano,  il 27enne che a dicembre del 2011, ha ucciso la sua ragazza coetanea Stefania Noce. Oltre lei, Gagliano uccise il nonno della giovane, Paolo Miano e ferì in maniera non grave la moglie di quest’ultimo, Gaetana Ballirò, di 73 anni. La Corte d’assise d’appello di Catania ha dichiarato inammissibile il ricorso in quanto l’imputato, nel corso della penultima udienza, a sorpresa, aveva chiesto di non essere giudicato e di rinunciare al processo.

L’uomo in primo grado, il 5 aprile 2013, è stato condannato all’ergastolo dal Gup di Caltagirone, Marcello Gennaro, davanti al quale il procedimento si era celebrato col rito abbreviato.

Stamane, in occasione dell’udienza, è prevista una manifestazione di esponenti dell’associazione “Rita Atria” davanti al Tribunale, che pongono al centro dell’iniziativa il tema del femminicidio. Il 25 novembre è la giornata mondiale delle vittime di sessimo o cosiddetto femminicidio.

L’imputato Loris Gagliano ha rinunciato all’appello. L’Accusa, con il sostituto procuratore della Procura Generale Giulio Toscano, il 4 novembre scorso, ha chiesto ai giudici di dichiarare l’impossibilità del processo per rinuncia all’impugnazione dell’imputato o in subordine la conferma dell’ergatolo (anche se –secondo l’Accusa- può essere revocata la premeditazione nel secondo delitto, quello del nonno).

Per Toscano, però, non si può parlare di femminicidio: “non mi avventurerò in brutti neologismi dal sapore sociologico – ha detto in aula – Non lo definirò un femminicidio. Parlerò solo di fatti: il 27 dicembre 2011 a Licodia Eubea sono stati commessi due omicidi e un tentato omicidio, e al colpevole non devono essere concesse nemmeno le attenuanti generiche”.

Tags
Mostra di più

Marco Benanti

45 anni, ex operaio scaricatore alla base di Sigonella, licenziato in quanto “sgradito” al governo americano per “pensieri non regolari”, ex presunto “biondino” dell’agenzia Ansa, ex giocatore di pallanuoto, ex 87 chili. Soggetto sgradevole, anarchico, ne parlano male in tanti, a cominciare da chi lo ha messo al mondo: un segno che la sua strada è giusta. Ha, fra l’altro, messo la sua firma come direttore di tante testate, spesso solo per contestare una legge fascista di uno Stato postfascista che impone di fatto un censore ad un giornale (e in molti hanno, invece, pensato che lo ha fatto per “mettersi in mostra”). E’ da sempre pubblicista, mai riconosciuta alcuna pratica per professionista, nemmeno quelle vere. Pensa di morire presto, ma di lui – ne è certo- non fregherà niente a nessuno. Nemmeno a lui.

Potrebbe interessarti anche

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close

Adblock Detected

Please consider supporting us by disabling your ad blocker