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Primato degli incidenti sul lavoro a Catania, lo confermano i dati INAIL

“I percorsi formativi semplici destinati ai lavoratori sono insufficienti per una adeguata formazione sulla sicurezza nel lavoro e le imprese spesso tagliano i costi della sicurezza. Delle modifiche del Jobs Act che aumentano concretamente i rischi abbiamo parlato apertamente anche a Catania”. Il segretario generale della Cgil, Giacomo Rota e il responsabile del Dipartimento sicurezza del sindacato, Claudio Longo, commentano così i dati INAIL che evidenziano il triste primato della nostra città a proposito di morti bianche e incidenti.

“A Catania è nato non a caso il Coordinamento provinciale dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. Il momento storico che viviamo è tra i più delicati e con l’abolizione del registro infortuni sarà sempre più difficile ricostruire gli incidenti all’interno delle aziende”.
Di “trend negativo” e “rialzo” delle morti sul lavoro in Italia la Cgil ha infatti parlato appena due mesi fa, citando i 678 casi nel 2015, esclusi quelli avvenute sulla strada. “Abbiamo evidenziato che il lavoratore è sempre più ricattato; – continuano Rota e Longo – e ha sempre meno spazio per rifiutare un lavoro, soprattutto se è avanti negli anni. Da molti anni in Cgil ci occupiamo di questo problema e siamo consapevoli che la cultura della sicurezza andrebbe iniziata sin dalle scuole anche per evitare che nel tempo permangano lacune legislative. L’ allarme sicurezza oggi impone una legge più rigida. Ma se non partiamo dal rispetto di una vera cultura sulla sicurezza, sulla prevenzione e sulla salute, ci abitueremo all’idea che morire di lavoro sia normale”.
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Redazione

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