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Primarie del centrodestra per le Regionali, ma è scontro a Palermo

La settimana appena iniziata porta con se importanti novità politiche. A Roma si è tenuto il direttivo nazionale del Partito Democratico, probabilmente chi si aspettava strappi, contrasti più aspri e animi incandescenti sarà rimasto deluso, almeno per il momento.

Renzi, nel suo discorso ha cercato di stanare il suo principale nemico, Massimo D’Alema-seduto in platea accanto a Roberto Speranza-senza però suscitare reazioni. Alla fine è “passata” ,con larga maggioranza dei consensi, la linea del segretario, cioè congresso subito. Adesso toccherà all’assemblea nazionale del partito, nel prossimo fine settimana, aprire la stagione congressuale.

In seno al congresso chiaramente si discuterà probabilmente in maniera animata, e alla fine non si esclude una possibile scissione. Solitamente si parla di quiete dopo la tempesta, sembra però che all’interno del PD il famoso detto sia stato capovolto, e tutto fa pensare che la calma di ieri sia il preludio di forti contrasti in fase congressuale. Vedremo.

Se a Roma, in questo inizio di settimana, i riflettori sono stati puntati sul Partito Democratico, a Palermo la scena è stata dominata dai partiti di centrodestra. In una riunione di coalizione si è deciso di ricorrere alle primarie con lo scopo di scegliere il candidato alla Presidenza della Regione. Ricorrere alle elezioni primarie è stata da sempre l’idea di Nello Musumeci, che dopo l’esperienza delle regionali scorse, quando fu lanciato e poi scaricato da alcuni alleati, non vuole correre rischi.

Secondo il leader della destra siciliana, la scelta del candidato con il sistema molto caro al PD, che quasi mai è riuscito a selezionare candidati vincenti, lo metterebbe al riparo da eventuali cambi di direzione da parte degli alleati.

Sicuro che sia sulla scelta del candidato sindaco a Palermo, sia sulla soluzione primarie di coalizione sia tutto già deciso e che la quadratura del cerchio tra i partiti sia stata raggiunta? Assolutamente no!

A Palermo, Forza Italia e Cantiere Popolare si sono espressi a favore di Ferrandelli, ma Fratelli d’Italia, Noi con Salvini e lo stesso Nello Musumeci, pensano invece ad un candidato da contrapporre al leader dei coraggiosi. Su scala regionale, la decisione di ricorrere ad elezioni primarie non è affatto definitiva; vero che la data è stata già decisa, 23 aprile prossimo, stabilite le regole, minime e confuse, ma è anche vero che le primarie non sono mai piaciute agli azzurri, i quali questa volta in Sicilia vogliono tornare a vincere.

Infatti Miccichè, ma anche gli altri, sanno perfettamente che per vincere in Sicilia serve un candidato autorevole, espressione della società civile, di comprovate capacita, che aggreghi l’area moderata in maniera ampia, ma soprattutto che rassicuri i tantissimi elettori ormai disillusi dalla politica che da tempo non vanno più a votare.

Un candidato così, ovviamente non si trova con le primarie interne ai partiti.

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