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PRG Catania. Bianco in Aula: «Limitato alla sola città non può funzionare»

Pogliese risponde: «Stiamo facendo un provvedimento storico».

È iniziato il dibattito in Aula sulle linee guida del Prg di Catania che manca alla città dal 1964. Enzo Bianco ha espresso le sue perplessità sul nuovo piano. Giuseppe Gelsomino scende nel dettaglio dei punti critici. L’area Pd valuterà e voterà di conseguenza ogni singolo punto. Il sindaco Salvo Pogliese risponde alle critiche dell’opposizione: «Prg atteso da oltre 50 anni».

Zammataro: «Basta con la politica delle Varianti. Ora Prg nuovo»

«La regolazione del verde pubblico e il controllo del verde privato è una delle basi del Prg», sottolinea Manfredi Zammataro, presidente della Commissione Urbanistica. «Lo sviluppo è stato senza regole e andato avanti senza regole. Si devono evitare gli interventi dell’ultimo minuto e delle varianti e lasciare quindi la politica degli ultimi anni. Per portare avanti il nuovo PRG bisogna avere una visione di Città Metropolitana del territorio. Le linee guida sono state approvate all’unanimità dalla Commissione Urbanistica», annuncia Zammataro smentito tuttavia da Enzo Bianco.

Bianco in Aula: «Città metropolitana senza organi di governo»

Enzo Bianco in 18 minuti di intervento esprime la sua convinzione che un PRG limitato alla sola città di Catania non può funzionare. Deve essere concertato con gli altri comuni dell’interland da cui “ogni giorno migliaia di persone vengono a Catania”. Il problema, secondo il presidente dell’Anci, risiede nel fatto che la Città Metropolitana non ha organi suoi, non un suo consiglio, e punta il dito contro i governi regionali, Crocetta prima e Musumeci ora, che non hanno legiferato. «Noi pertanto pensiamo che il Prg, pur non essendo metropolitano, debba essere pensato come se lo fosse. Noi pertanto lo valuteremo e voteremo punto per punto», annuncia l’ex sindaco etneo. Bianco infine smentisce Zammataro che aveva riferito in Aula dell’approvazione delle linee guida del Prg da parte  della Commissione Urbanistica. L’ex Sindaco chiosa: «Non è vero!».

A dargli man forte il grillino Graziano Bonaccorsi. «Effettivamente è come dice Bianco. Il PRG – spiega Graziano Bonaccorsi a L’Urlo – non ha superato il vaglio della Commissione Urbanistica. Con sei presenti, 3 gli astenuti, due favorevoli e uno contrario. All’inizio questi numeri erano considerati validi per l’approvazione. Successivamente la valutazione del voto è stata ribaltata: per l’approvazione servivano infatti 4 voti favorevoli».

«Catania rischia di essere la Tripoli del Nord»

Se Enzo Bianco ha tracciato le linee generali dell’opposizione targata Pd, Giuseppe Gelsomino scende nel dettaglio con il suo intervento durato 71 minuti. L’esponente di Catania 2.0 ribadisce il concetto di un PRG metropolitano. Anche gli imprenditori devono essere aiutati secondo Gelsomino con una burocrazia efficiente. «Non è possibile che che chi vuole investire debba aspettare anche 2 anni per una autorizzazione», spiega a L’Urlo il consigliere comunale. Nella sua esposizione Gelsomino introduce il concetto di città green con delle costruzioni ad impatto ambientale zero e soprattutto antisismiche. Infine, ammette che la passata amministrazione ha avuto delle falle sull’argomento PRG. «Partire da zero  con la consapevolezza di ciò che non si è fatto. Qui rischiamo di essere la Tripoli del Nord, altro che la Milano del Sud». conclude Gelsomino.

Il Sindaco Salvo Pogliese ha ricordato in Aula che il PRG manca dal 1964 ed entrato in vigore 5 anni dopo. Secondo il primo cittadino etneo quello che si sta cercando di realizzare è uno strumento importante per la città. Pogliese riferisce che la realizzazione del nuovo Prg passa dall’ascolto e dalla partecipazione delle associazioni, degli esperti, ordini professionali e anche dei singoli cittadini. In poche parole sta cercando di realizzare ciò che aveva preannunciato in campagna elettorale e con le medesime modalità, l’ascolto appunto. Sulla sburocratizzazione Pogliese è certo che il lavoro fatto sia all’inizio ma che sta già dando i suoi frutti.

 

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Salvatore Giuffrida

Classe 70. Giornalista per passione ma nella vita passata chimico e topo di laboratorio. Un buon vino ed un piatto tipico sono sempre ben accetti. Per gli animali un amore sconfinato.

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