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Presunti mafiosi al servizio di Lombardo

Catania – operazione Caronte. Maxi operazione dei carabinieri, che hanno eseguito ben 23 ordinanze di custodia cautelare per associazione mafiosa, estorsione, illecita concorrenza e intestazione fittizia di beni. Al centro delle indagini del Ros, l’infiltrazione di Cosa nostra negli strategici settori dei trasporti marittimi e terrestri, dell’edilizia e della grande distribuzione alimentare.

Tra questi anche CARUSO Francesco e SCUTO Giuseppe,che con il loro partito degli autotrasportatori si ponevano a disposizione dell’allora Presidente della Regione, LOMBARDO Raffaele, in occasione delle elezioni europee del 2009.

 

”Documentati -spiega una nota- anche rapporti collusivi con imprenditori ed amministratori locali. sequestrati beni aziendali e quote societarie per circa 50 milioni di euro”. 

Gli arrestati sono:

Operazione Caronte, i nomi degli arrestati
Alfio Maria Aiello, di 55 anni, Marco Maria Antonio Anastasi, di 27, Rosario Bucolo, di 40, Sergio Cannavo’, di 41, Francesco Caruso, di 43, Vincenzo Enrico Augusto Ercolano, di 44 anni, Francesco Guardo, di 65 e il figlio Michele, di 42, Santo Massimino, di 63, Carmelo Motta, di 55, Natale Raccuia, di 41, e Pietro Virga, di 49. Ai domiciliari sono stati posti Orazio Lo Faro, di 40, Giovanni Malavenda, di 42, Giovanni Pastoia, di 46, Luigi Calascibetta, di 68. In carcere il provvedimento restrittivo e’ stato notificato a Vincenzo Maria Aiello, di 51 anni, fratello di Alfio Maria, a Bernardo Cammarata, di 42, ad Alfio Catania, di 48, a Mario Ercolano, di 38, cugino di Vincenzo, a Camillo Pulvirenti, di 54, ed a Giuseppe Scuto, di 51

I provvedimenti scaturiscono da un’indagine, avviata dalla Sezione Anticrimine di Catania in direzione del vertice strategico della famiglia mafiosa di Catania, che ha permesso di raccogliere decisivi elementi probatori sull’evoluzione di Cosa Nostra dopo gli interventi frutto delle pregresse indagini del ROS convenzionalmente denominate DIONISIO,NEMESIIBLIS ed EFESTO.


Tra i beni sequestrati 31 imprese ed i relativi beni strumentali, sette beni immobili e quattro autoveicoli. I sequestri sono stati compiuti a Catania, Palermo e Messina e nelle province di Napoli, Mantova e Torino. I settori all’ interno dei quali Cosa Nostra si è infiltrata sono in particolare quello dei trasporti e del commercio delle carni nella grande distribuzione, come ad esempio la catena del Gruppo 6Gdo confiscata a un presunto prestanome del boss Matteo Messina Denaro. Le indagini hanno evidenziato l’attività di Caruso e Scuto, che avrebbero avuto rapporti con affiliati mafiosi catanesi ed agrigentini e con esponenti della politica.

L’attenzione degli investigatori si è concentrata in particolare sulla costituzione, nel 2008, del Partito nazionale degli autotrasportatori che – per preservare gli interessi di cui erano portatori per conto proprio e di altri, ad esempio per avere un canale privilegiato con la pubblica amministrazione per incassare i cosiddetti ecobonus – avrebbero messo a disposizione dell’allora Presidente della Regione Raffaele Lombardo in occasione delle elezioni europee del 2009.

Le investigazioni condotte hanno evidenziato l’iperattività di CARUSO e SCUTO che, con disinvoltura, intrattenevano rapporti con affiliati mafiosi (catanesi ed agrigentini) e con esponenti della politica (tra cui CRISTAUDO Giovanni e LOMBARDO Raffaele, entrambi indagati ed imputati nell’ambito della indagine IBLIS, successivamente condannati per concorso esterno in associazione mafiosa), giungendo fino alla costituzione di un partito (il P.N.A.) al fine di preservare gli interessi di cui erano portatori in conto proprio ed altrui.

In tale ambito CARUSO Francesco e SCUTO Giuseppe arrivavano addirittura a fondare a Giugno del 2008 un partito, il Partito Nazionale degli Autotrasportatori (P.N.A.) di cui assumevano rispettivamente le cariche di segretario politico e presidente, che ponevano a disposizione dell’allora Presidente della Regione, LOMBARDO Raffaele, in occasione delle elezioni europee del 2009.

Il contatto realizzato da CARUSO e SCUTO con LOMBARDO Raffaele veniva coltivato anche per il tramite dell’allora on. CRISTAUDO Giovanni il quale direttamente si prodigava per fare ottenere agli autotrasportatori il rimborso degli ecobonus, su sollecitazione di CARUSO e SCUTO e previo assenso di LOMBARDO Raffaele.

La diretta interlocuzione degli imprenditori-affiliati CARUSO e SCUTO con il Presidente LOMBARDO e con l’on. CRISTAUDO aveva determinato una maggiore affidabilità dei predetti nel settore di competenza e, potenzialmente, nella loro capacità di infiltrarsi nel mercato, potendo essi spendere a tale scopo l’influenza dei due politici.

Si evidenzia inoltre che nella campagna elettorale per le europee del 2009 vennero utilizzati i camion degli aderenti al PNA per pubblicizzare il logo del partito e l’immagine di LOMBARDO, previo accordo tra CARUSO e LOMBARDO che prevedeva il pagamento di una somma di denaro, somma che poi non venne pagata né da LOMBARDO né dall’MPA, sicché venne richiesto da CARUSO ed ottenuto il 17.11.2009 un decreto ingiuntivo nei confronti del Movimento per l’Autonomia pari a 171.600,00 euro.

Dalle indagini è emerso anche che Cosa nostra catanese, attraverso la ‘Servizi autostrade del Mare’ aveva stipulato con la società Amadeus spa, riconducibile ad Amedeo Matacena, un contratto di affitto di tre navi da utilizzare come vettori per i collegamenti tra la Sicilia e la Calabria. Nelle attività relative alla commercializzazione delle carni per la grande distribuzione sarebbero emersi interessi dell’ associazione mafiosa per le aziende di Carmelo Motta, che gestivano le macellerie negli hard discount a marca Fortè, per le aziende di Giovanni Malavenda, che gestivano le macellerie in numerosi supermercati del gruppo Eurospin Sicilia

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Redazione

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