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Presentato il bilancio sull’attività antiracket. Diminuiscono i fondi pubblici ma si va avanti

Aci Catena – Il 24 ottobre dello scorso anno, Aci Catena ha accolto l’associazione antiracket e antiusura “Libera Impresa”, permettendo agli organi antimafia operanti nella provincia di Catania di istituire uno sportello antiracket, punto di riferimento per i commercianti vittime di estorsioni.

Il presidente dell’associazione, Rosario Cunsolo insieme a Salvo Strano, intermediario tra Libera Impresa e l’amministrazione catenota, tracciano il percorso fatto finora in una conferenza stampa svoltasi stamane presso la sala giunta del comune.

Gli obbiettivi dell’incontro denominato “Progetto di legalità delle Aci” sono stati diversi:  oltre a sottolineare il modo di operare di Libera Impresa e il rapporto di questa con l’amministrazione, sono stati esposti i risultati conseguiti in tutta la Sicilia e in particolare nella provincia di Catania. Ridurre le mafie nel comprensorio, così  da rilanciare l’economia, sempre frenata dalle piaghe del racket e dell’usura, che hanno inibito molti cittadini ad intraprendere attività imprenditoriali.

In Sicilia, se da un lato abbiamo un aumento di denunce nell’ultimo semestre, dall’altro lato si rileva un calo delle attività commerciali e imprenditoriali, a causa della crisi, della corruzione, della situazione politica e del diverso modo di operare delle organizzazioni mafiose radicate sul territorio. La criminalità specula sulle attività commerciali, sul terziario, contaminando in particolar modo il settore turistico. Nel nord Italia sono in aumento – seppur esiguo – le iscrizioni delle imprese presso la camera di commercio, la situazione si prefigura nettamente diversa rispetto al sud.

Libera Impresa si  impegna nei confronti del soggetto che ha sporto denuncia, con una squadra di professionisti: avvocati, commercialisti e fiscalisti. Dopo la richiesta allo sportello antiracket, viene tracciato un business plan ed un monitoraggio continuo da parte delle forze dell’ordine a beneficio del richiedente. Una volta accertatasi delle condizioni di svantaggio di chi denuncia, l’associazione fa da mediante tra gli istituiti bancari e le istituzioni, permettendo alla vittima di accedere ai fondi che consentono di proteggere e potenziare l’attività presa di mira dagli estorsori. L’accesso ai fondi è disciplinato dal codice penale art. 15 n 108.

Il presidente dell’associazione Libera Impresa, Rosario Cunsolo si è ritenuto soddisfatto del lavoro svolto fin qui, sebbene ci tenga a sottolineare come l’impegno economico profuso inizialmente dal sindaco Maesano sia sceso radicalmente – adesso è prevista in bilancio una somma che si aggira a non più di dieci mila euro (un terzo di quanto previsto inizialmente) –  ma è comunque un passo avanti se si pensa che molti comuni dell’hinterland non hanno ancora aperto fondi di garanzia. Nella provincia di Catania, la città da cui sono pervenute più denunce è quella di Adrano, dove libera impresa sta assistendo tanti commercianti. Nella stessa città sono stati arrestati sei soggetti per estorsione.

“Purtroppo la componente omertosa è ancora presente, così come le associazioni criminali, sempre più in espansione nel territorio, ormai impossessatisi dei settori trainanti dell’economia. Ad Aci Catena sono arrivate diverse denunce, ci stiamo già adoperando per aiutare molti commercianti della città, la collaborazione con l’amministrazione è fondamentale, senza di questa non avremmo potuto realizzare le già tante iniziative. Ci sono state segnalazioni e denunce, anche da persone non residenti ad Aci Catena”- afferma Cunsolo.

All’incontro presenti pure le forze dell’ordine, Guardia di Finanza e Carabinieri, che unanimemente hanno fatto notare quanto Aci Catena sia un luogo difficile, in cui le organizzazioni mafiose operano diversamente rispetto a trenta anni fa, quando venivano commesse vere e proprie carneficine e le lotte tra faide erano all’ordine del giorno; città con una componente delinquenziale in aumento a fronte della pochezza di mezzi a loro disposizione.

Salvo Strano, cittadino catenoto che opera all’interno dell’Ufficio Antiracket di Libera Impresa, espone le varie iniziative svolte fin qui: “Denunciare è un dovere morale e civile. Il nostro obiettivo è coinvolgere i commercianti, gli imprenditori e gli artigiani di tutte le Aci. Abbiamo parlato con diversi sindaci e spero che in tanti prendano parte all’iniziativa, che anche Nello Musumeci – presidente della commissione regionale antimafia – ha definito lodevole. Un passaggio fondamentale sarebbe quello di andare  a depositare delle somme all’interno dell’associazione antiracket, aiuti economici che grazie ai fondi FIDI si quadruplicheranno, evitando così tanti processi burocratici. Continueremo con tante altre iniziative”.

Presente anche Salvatore Fazzino, dirigente del commissariato di Acireale: “La sinergia tra sportello antiracket e istituzioni è importante. La paura di denunciare è ancora molto presente ma proprio perché è mancato il sostentamento alle vittime. Noi come forze dell’ordine non faremo mai mancare il sostegno alle vittime di estorsione”.

Il sindaco Ascenzio Maesano ha sottoscritto la lettera d’intenti, documento che sarà fatto pervenire ai commercianti, al fine di sensibilizzare tutta la categoria e venire in soccorso agli imprenditori catenoti che non conoscono ancora Libera Impresa: “L’iniziativa è lodevole, i soldi previsti in bilancio sono pochi, ma bisogna dire che Aci Catena è uno dei pochi comuni che ha stanziato delle somme”. Alla domanda se ad Aci Catena bisogna fronteggiare una possibile componente mafiosa, Maesano afferma: “Ad Aci Catena non credo esista una vera e propria componente mafiosa, ma certamente tanta delinquenza che va eliminata”.

L’incontro registra l’assenza  dei sindaci di Valverde, Aci Bonaccorsi, Acireale e s. Venerina, ai quali era stato esteso l’invito a partecipare per prendere parte al progetto.

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