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Presa la banda acese che rubava nelle case dei defunti. Il riciclatore sarebbe un commerciante di piazza Porta Gusmana

Nelle prime ore di questa mattina la polizia di Acireale ha fermato la banda di ladri che lo scorso autunno colpì in almeno 13 case e ville tra Acireale, Aci S. Antonio, Trecastagni, Pedara, Nicolosi e Zafferana.

8 le persone individuate. Di queste, tre sono finite in carcere e si tratta dei catenoti pregiudicati Nunzio Gangi del ’69 e Domenico Leonardi del ’71. Tra gli arrestati anche il pregiudicato 44 enne Francesco Argentino.

Arresti domiciliari per altri due catenoti ed un acese: rispettivamente Camillo Leonardi del ’70, Salvatore Patanè del ’61 e Sebastiano Cutuli dell’87.

Misura cautelare con obbligo di dimora per Concetto Nicolosi di Acireale e Antonino Mirenda di Bronte.

Gli indagati dovranno rispondere dei reati di associazione a delinquere finalizzata ai furti in appartamento e ricettazione di oggetti e beni provento dell’ettività illecita.

Associazione per delinquere in capo a Nunzio Gangi, Domenico Leonardi e Camillo Leonardi; furto aggravato in concorso nonchè ricettazione per Francesco Argentino, Salvatore Patanè e Sebastiano Cutuli; per Concetto Nicolosi e per Antonino Mirenda pende l’accusa di ricettazione di beni e oggetti provento della medesima attività illecita.

A tradire la banda una complessa e articolata attività di intercettazione ad opera della polizia acese. Da subito, viste le caratteristiche dei furti, gli investigatori hanno rivolto la loro attenzione verso Nunzio Gangi e Domenico Leonardi specializzati in questo tipo di attività criminali.

Rubavano in casa dei defunti

Furti seriali ben organizzati operati per lo più all’interno di abitazioni ubicate in aree rurali e o extraurbane dell’acese. In particolare la banda era solita colpire immediatamente dopo la morte dei proprietari delle case, così questi erano sicuri di trovare le abitaizioni vuote.

Notevole il valore del bottino ricavato. Beni e oggetti di pregio ma anche elettrodomestici e sanitari.

Un commerciante acese ed uno di Misterbianco servivano da ricettatori

Spicca su tutti la posizione del presunto ricettatore Concetto Nicolosi proprietario ad Acireale di un negozio di elettronica e computeristica. Noto da sempre anche per una costante attività di import export di oggetti.

Così nodo fondamentale della ricettazione sarebbe stato anche Antonino Mirenda a Misterbianco responsabile della ricettazione di un considerevole quantitativo di monete in argento trafugate dal gruppo in una residenza d’epoca ad Aci Sant’Antonio.

Molta della refurtiva è stata già restituita ai proprietari lesi. Nella disponibilità del commissariato vi sono altri beni la cui provenienza è ancora da accertare.

F.F.

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Redazione

Quotidiano on-line siciliano

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