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Sorpresa tra gli acclamati della 15° edizione del premio Poesia Carmelo Pitrolino

Ospiti eccellenti della cultura siciliana: Morgia, Maugeri, Spitaleri e Adonia

Sorpresa alla 15° edizione del Premio Carmelo Pitrolino. Si è tenuta domenica 22 luglio, giorno di caldo annunciato, tra i più insopportabili, presso la lussuosissima residenza di Villa Itria a Viagrande, la proclamazione della 15′ edizione del Premio Nazionale di Poesia Carmelo Pitrolino.

La direzione artistica curata dal poliedrico Carmelo Caccamo, show-man siculo di fama nazionale,  ha sfiorato l’assalto del pubblico per bellezza e ospiti. Un salotto stile Maurizio Costanzo Show, per dialogare con il presidente nazionale di 50+, dott. Borghi, col dott. Pietro Agen, con la consecutio premiorum Andrea Pritrolino e Rosalba, rispettivamente figlio e moglie del compianto fondatore del premio Carmelo. Anche i Sindaci dell’hinterland etneo, quali Marco Nunzio Rubino o Massimiliano Giammusso, non sono mancati.

Ospiti nazionali 

Carmelo Morgia coi suoi Beans, c’erano Tony Ranno, i due Pippo, e Folletto, hanno infiammato i fan presenti all’edizione 2018 del Premio Carmelo Pitrolino, tanto che ad un certo punto una servizio di sicurezza si è formato autonomamente per far si che tutti potevano avere una foto o un autografo senza rischiare l’incolumità degli artisti, ma nonostante tutto Carmelo Morgia si prestava a chiacchierate. Per la cronaca, la bellezza di Abbracciamoci, nuovo singolo dei Beans, ha commosso il pubblico. Semplicità della parola e forte slancio al momento complesso che vive l’essere umano.

 

 


Riconoscimento al Cavaliere Spitaleri e al Direttore Adonia

Come ogni anno, ricordava il Caccamo i giurati sono i più sacrificati, fino a notte fonda a leggere tutte le poesie e votarle, all’attenzione di pubblici ufficiali, con il presidente Cavaliere Nunzio Spitaleri che è stato premiato alla carriera, e con un teaser che ha ripreso Renato Pennisi, Salvatore Massimo Fazio, Luigi Rubino, Fernando Massimo Adonia, Santo Privitera e il presidente, mentre lavorano alle votazioni. Di questi giurati premio per l’enfant-prodige Fernando Massimo Adonia. In due anni ha trasformato e ripreso ciò che stava finendo nella memoria dei soli nostalgici, rilanciandolo tra i giovani, il mensile Paesi Etnei Oggi.

 

 

Le poesie vincitrici 

Per la cronaca le poesie vincitrici del Premio di Poesia Carmelo Pitrolino, hanno ricevuto una scultura in argento rappresentando una mano che tiene una penna. Ecco le tre categorie:

Pitrolino: Dedicato a papà 

Vernacolo: Terra Mia 

Italiana: La casa dei sogni sospesi 

Platea in piedi per il poeta Paolo Maugeri

Non sono mancate le menzioni speciali per chi ha ben scritto ma non si è classificato per gareggiare per il podio. La serata era calda, troppo, e il pubblico ne risentiva. Carmelo Caccamo lo ha certamente risvegliato, ma andando nel dettaglio, è quando sul palco del Premio, che son saliti i due “fuori busta” Paolo Maugeri e Massimiliano Turco che si è sentita una onda di applausi, urla di assenso ed encomi della parola. Maugeri è stato encomiato col titolo di operatore per il sociale. Ha velocemente dichiarato alla stampa che lo ha intervistato appena sceso dal palco, “io regalo le poesie, perché sono stimolo per l’anima”. E si è riproposto ciò che qualche minuto prima era accaduto con Carmelo Morgia, nuova improvvisazione di sicurezza, per far firmare autografi al poeta viandante Maugeri.

 

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Salvatore Massimo Fazio

Di lui sappiamo che è contro il bigottismo sociale "è mafia pura" e che decide di vivere la socialità solo per lavoro, o rare volte al bar da Enzo quando torna a Catania. Nel 2016 col saggio "Regressione suicida", non inganni il titolo, è un invito a ripercorrere tutte le tappe della vita sino a risorgere nella veste indipendente, senza pendere dal pensiero (e da) alcuno, desta polemiche. Si ritira anche dalle direzioni artistiche "[...] non dimenticatevi che sono anche un operatore sociale e un tutto fare". Ha dichiarato difficoltà e malessere nell'aderire alle filosofie dei due outsider che ha approfondito per circa 16 anni, Emil Cioran e Manlio Sgalambro, dei quali estese la propria tesi di laurea: "C'è un motivo per il quale non posso dichiararmi filosofo, né studioso di filosofia, nonostante la stampa continua a farlo e io continui a smentirlo".
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