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Cronache

Precario da 25 anni, costretto a difendere il posto di lavoro

È precario da 25 anni e ora, anzichè avere la stabilizzazione, non ha idea di come andrà il suo futuro. È la storia di Orazio Vasta, sindacalista USB e precario del Lido dei Ciclopi.

Vasta collabora da più di 25 anni con il Lido dei Ciclopi, azienda confiscata alla mafia e adesso di proprietà della società Gli Ulivi. Già lo scorso anno sulla gestione del lido era sorta una piccola diatriba, dato che il sindaco Drago voleva fortemente che il sito sequestrato alla mafia fosse destinato a uso istituzionale e sociale.

E fino allo scorso anno Vasta era là, a lavorare.

Lavoravo 8 mesi l’anno – spiega –  Lo scorso anno ho iniziato a giugno, ma, a febbraio, nell’ambito di un incontro, il direttore del CdA Andrea Dara aveva già annunciato verbalmente la programmazione. Discutibile e discussa, ma aveva almeno dato comunicazione.

Adesso, non ho neanche iniziato a lavorare, neanche la persona che lavora assieme a me e non sappiamo nemmeno se inizieremo.

Quest’anno c’è stato un assoluto silenzio da parte del CdA. Niente incontro. Niente comunicazioni. Solo messaggi da cifrare fra allargate di braccia, voci che girano a Catania, spistanenti di personale a tempo indeterminato, strane assunzioni nel comparto aziendale sito a Sigonella e dintorni.  L’USB e la CGIL hanno chiesto separatamente un incontro. Ancora senza risposta.”

È un commento amarissimo quello di Orazio Vasta che già sta pensando, in caso di mancate risposte, a procedere con lo sciopero della fame.

“A questo punto , dopo circa 25 anni di precariato, invece della stabilizzazione, sono costretto a difendere il mio posto di lavoro precario anche con lo sciopero della fame, nell’ambito di un presidio dell’USB, da tenere, durante le ore che il Lido è aperto, accanto all’ingresso centrale dello stabilimento balneare, sulla ex Nazionale Catania Messina. Presidio a cui hanno già dato la loro adesione movimenti, partiti, associazioni. Da non dimenticare, inoltre, che stiamo parlando di una azienda confiscata alla mafia, quindi proprietà dello stato, gestita a livello privato: da Cosa Nostra a Cosa Loro! “.

 

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