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Precari del Bellini protestano durante la presentazione del cartellone sinfonico

Catania – Dopo una lunga giornata e tanti anni di lotta per la difesa del proprio posto di lavoro, dopo che i lavoratori hanno esposto ieri mattina dei cartelli in cui si proponeva un articolo di giornale del 2015 in cui si annunciava la stabilizzazione per questi precari, la soluzione è arrivata in serata, seppure relativa solo alla fine del 2017 con possibilità anche per il 2018 e il 2019.

Una protesta educata, ma allo stesso tempo pressante quella dei lavoratori precari del teatro Massimo Bellini di Catania che insieme al loro rappresentante sindacale Snalv, Confsal, il segretario regionale Antonio Santonocito, hanno approfittato della presenza dell’assessore regionale a Turismo, Sport e Spettacolo, Anthony Barbagallo, per fare sentire la loro voce. Ciò che chiedono è ormai una notizia vecchia: la stabilizzazione dopo tanti anni di precariato in funzione del fatto che il lavoro di questi professionisti, (caldaisti, falegnami, vigili del fuoco, costumisti, addetti alla sicurezza per fare degli esempi) è necessario al funzionamento del teatro.

Sono rimasti sul palco tutto il giorno, volevano anche impedire la generale del Don Giovanni e hanno incontrato l’assessore Barbagallo e il sovrintendente prima e dopo la prova generale.

La soluzione è arrivata dopo lo spettacolo e prevede contratti per tutti i precari a 36 ore settimanali fino alla fine dell’anno in corso e un impegno di rinnovo per il 2018 e il 2019.

Il problema, come sempre, è di tipo economico e poiché nel bilancio preventivo regionale i fondi per il teatro sono stati decurtati occorre verificare che, come accaduto nel corso del 2017, anche in futuro vengano integrati. Non si sa però se lo saranno e soprattutto non si sa di quanto.

Per potere garantire i lavoratori pertanto, sarà necessario attendere le variazioni al bilancio che probabilmente saranno nel mese di aprile.

“Ci incontreremo di nuovo a dicembre per dare il tempo al nuovo governo regionale di insediarsi e quindi capire come procedere ai contratti da gennaio ad aprile. Si dovranno fare i conti con le risorse a disposizione quindi è prevedibile che non si possano garantire le 36h. In aprile, però, è stato fissato un nuovo incontro perché dopo il bilancio si possano variare i contratti e portarli di nuovo al monte ore necessario. La stessa trafila dovrebbe ripetersi nel 2019. È un impegno firmato da tutti e anche se non rappresenta una soluzione definitiva, garantisce una certa serenità a questi lavoratori che mensilmente si preoccupano di portare il pane a casa”, afferma il sindacalista dello Snalv, Antonio Santonocito.

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Redazione

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