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Posteggiatori abusivi. I cittadini segnalano: “Le forze dell’ordine non intervengono”

Da più di un anno è nato il movimento “Posteggiamo i posteggiatori Catania”, già presente in Sicilia a Palermo, che grazie alla febbrile attività su Facebook invita a denunciare, anche attraverso degli incontri, episodi di estorsione rendendosi allo stesso tempo portavoce di chi ha subito minacce.
Diverse le segnalazioni ma insufficienti gli interventi sul territorio da parte dei vigili urbani. Marco Leonardi, il promotore, segnala che «tantissime persone stanno inviando messaggi non solo di denuncia dei fatti, ma lamentano che la polizia non interviene. Capisco che chi deve intervenire non ha strumenti legali però vigili e polizia dovrebbero far sentire il cittadino sicuro. Noi chiediamo a tutti di denunciare le forze dell’ordine che non intervengono».
Con questa dichiarazione Leonardi esorta anche il vicesindaco Marco Consoli a punire severamente quei vigili che non svolgono pienamente un servizio a tutela del cittadino.

Fra le tantissime persone di cui parla Leonardi c’è anche Davide che a L’Urlo racconta la sua disavventura avvenuta in occasione del World Grand Prix 2015 al Palacatania.
Uno fra tanti, uno fra quelli convinti che almeno i vigili urbani potessero essere dalla sua parte di fronte al racconto di minacce da parte degli abusivi per il mancato emolumento, per di più davanti a una bambina.

Davide racconta di aver cercato parcheggio nei pressi della Via Gemellaro. Una zona che, a suo dire, pullulalva di posteggiatori in un contesto di totale assenza di forze dell’ordine. Gli abusivi, come spesso accade, tentano di imporgli una tariffa fissa: 2 euro. Ma Davide non ci sta. Al suo rifiuto di pagare l’emolumento richiesto ben tre posteggiatori lo esortano a spostarsi e cercare posteggio altrove. Stando ai loro ordini, Davide risale a bordo della sua autovettura per evitare che gli danneggiassero la macchina. Ma improvvisamente gli abusivi aprono il suo sportello e gli afferrano il braccio. Spiega che i posteggiatori, a modo loro,  volevano tranquillizzarlo. Non c’era motivo di andarsene. «Hanno fatto tutto loro» aggiunge.

A quel punto, Davide lascia la sua auto in quel tratto di via Gemellaro e si avvia con sua figlia al Palacatania per seguire il match di pallavolo. Proprio di prima di entrare, però, l’uomo si confronta con due vigili urbani. Secondo la sua testimonianza erano un uomo e una donna, entrambi abbastanza giovani, i quali l’hanno momentaneamente rassicurato dicendogli di aver chiamato una pattuglia.  «Mi rispondono di stare tranquillo e che i parcheggiatori non mi avrebbero fatto nulla».     

Al termine del match, lo sfortunato protagonista della vicenda si avvia verso la sua automobile. Nel frattempo sono circa le 22 e nel buio più totale, nuovamente in assenza di forze dell’ordine, si ritrova davanti l’auto i posteggiatori di qualche ora prima che lo attendevano «Per evitare problemi gli ho dovuto lasciare i soldi ma se avessi potuto avrei fatto una strage».
Una situazione insostenibile per tanti cittadini. E anche a volere chiamare la polizia «sarebbe stavo vano. Non intervengono subito» sostiene Davide, il quale racconta chiaramente e senza vergogna di avere avuto paura, non per lui ma per la bambina. Fosse stato solo avrebbe reagito, racconta. E in una zona al buio circondato da volti non proprio rassicuranti si chiede chi avrebbe potuto, eventualmente, dargli soccorso. 

Consapevole di non essere l’unica vittima di questo fenomeno verso il quale le istituzioni sembrano essere sorde e avanza la sua proposta: «presidiare le zone limitrofe ai luoghi dove si svolgono grandi eventi e dove vi è un flusso particolarmente nutrito di utenti- e si domanda- Deve succedere qualcosa di grave affinché qualcuno intervenga seriamente?».

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