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Possibilità di diagnosi oncologica con una goccia di sangue, unict partecipa alla ricerca

Gli atenei di Catania, Parma e l’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma hanno condotto un’importantissima ricerca in ambito di oncologia di precisione, biopsia liquida e nanofotonica, pubblicata sulla rivista scientifica Biosensors and Bioelectronics della Elsevier. Progresso importante, che getta un cono di luce sulle opportunità fornite dalla nanotecnologia per la cura dei tumori.

L’articolo prende avvio dalla collaborazione tra il gruppo di ricerca coordinato dal professore Giuseppe Spoto del Dipartimento di Chimica dell’Università di Catania in sinergia con il dottore Patrizio Giacomini dell’unità di Oncogenomica ed Epigenetica dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma, ed il gruppo del professore Roberto Corradini del Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale dell’Università di Parma. Una collaborazione mirata, nata dal progetto europeo  ULTRAPLACAD finanziato dalla Commissione Europea all’interno del programma quadro Horizon 2020.

Diagnosi oncologica utilizzando solo il sangue prelevato dal paziente

La possibilità è di effettuare una diagnosi oncologica utilizzando solo il sangue prelevato dal paziente e non più i frammenti di tessuti dalla massa tumorale, spesso a costo di invasive procedure chirurgiche. Questo step rappresenta uno dei più significativi avanzamenti dell’oncologia. Si parla di “biopsia liquida”. Il sangue, infatti,  trasportando tracce molecolari del tumore è utile sia per poter rintracciare le metastasi sia per assegnare al paziente il trattamento farmacologico più efficace. Il paziente oncologico, inoltre, necessita di un frequente monitoraggio, visto che il tumore tende a modificarsi nel corso del tempo, che solo con la biopsia liquida può
veramente attuarsi. Il nuovo metodo, è in grado di identificare DNA associato alle cellule del tumore utilizzando un volume di plasma ottenuto dal sangue del paziente corrispondente a 0,04 millilitri (una sola goccia di sangue). Si tratta, anche, di una semplificazione notevole nelle procedure di trattamento del campione di sangue prima dell’analisi, rispetto a quelle odierne.

Didascalie foto

Foto 1: Dipartimento di Scienze Chimiche, Università di Catania. Da sinistra: Dott.ssa Noemi Bellassai, Prof.
Giuseppe Spoto, Dott.ssa Roberta D’Agata

 

 

 


Foto 2: Istituto Nazionale Tumori Regina Elena, Roma. Da sinistra: Dott. Patrizio Giacomini, Dott. Matteo
Allegretti

 

 

 


Foto 3: Università di Parma- Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale
(riconosciuto come ‘Dipartimento di Eccellenza’ in campo chimico dal MIUR). Da destra: Prof. Roberto
Corradini, Dr. Saŝa Korom, Dr. Andrea Rozzi

 

 


Foto 4: Prototipo ULTRAPLACAD attualmente collocato presso l’Unità di Patologia Clinica dell’Istituto
Nazionale Tumori Regina Elena, Roma

 

 

 

 

 

G.G.

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Redazione

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