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Positivo al Covid19, ma nessuna assistenza per smaltire i rifiuti: la denuncia di un acese

Succede che per quanto una persona possa essere meticolosa e attenta, risulti positiva al Coronavirus. Succede che la persona, rispettosa delle regole e con uno spiccato senso civico, segua alla lettera i protocolli sanitari e dunque la quarantena obbligatoria.

Ma succede anche che le Istituzioni che dovrebbero garantire che un soggetto positivo possa usufruire di tutti i servizi senza mettere un piede fuori di casa, arranchino un po’.  I piccoli gesti quotidiani iniziano a diventare più complicati. È la denuncia presentata da Sebastiano Maesano, cittadino acese positivo, insieme alla moglie, al Covid19. Dinanzi all’impossibilità di buttare la spazzatura personalmente, l’uomo ha alzato la cornetta e chiamato qualsiasi numero utile, trovando ad attenderlo solo silenzio.

«Sono risultato positivo al Covid il 9 novembre, malgrado sia stato sempre molto attento. Rispettavo la distanza, indossavo la mascherina e ho avuto anche alcune discussione contro chi, invece, non lo faceva. Ho fatto il tampone perché accusavo dei dolori, e ha dato esito positivo. Lo stesso destino è toccato a mia moglie. Il medico curante, dunque, ci ha posto in isolamento», racconta il signor Maesano.

Il problema è sorto quasi subito: come scendere il contenitore della spazzatura se si è in quarantena? Da lì è iniziato il giro di telefonate senza fine che, ad oggi, non hanno raccolto ancora alcun risultato.

«Ho telefonato subito alla Tekra che si occupa della gestione dei rifiuti ad Acireale. Ma il personale mi ha risposto che serviva la comunicazione ufficiale da parte dell’Asp di Acireale. Dunque ho chiamato a tutti i numeri presenti sul sito, ma la linea risulta sempre occupata. E quando squilla non risponde nessuno. Così ho avvisato i vigili urbani e ho chiamato il Comune di Acireale, mi hanno dato un nome ma niente neanche in questo caso. Ho tentato un altro contatto con il comune, scrivendo un’email al sindaco Stefano Alì -continua Maesano- ma non ho mai ricevuto risposta».

La patata bollente che nessuno vuole

Ma il cittadino acese è ben determinato e prosegue le telefonate alle istituzioni: prima ai carabinieri che gli fornisco un numero da contattare su Whatsapp, totalmente inutile, poi all’assessorato alla Sanità di Palermo. Lo scaricabarile tra le autorità prosegue e come in un cerchio si ritorna al punto di partenza: l’Asp.

«Ho denunciato la situazione anche al Tribunale per i diritti del Malato. Forse l’unica soluzione che permetterà di sbloccare questa situazione sarà una vera e propria denuncia presentata ai carabinieri. Le istituzioni si riempiono la bocca e poi nel concreto, per questa emergenza, non fanno nulla».

«Se io fossi una persona priva di senso civico butterei la spazzatura normalmente: chi si accorgerebbe di una famiglia positiva? E chissà quant’è famiglie fanno così, mettendo a rischio la salute di altre persone. Qual è la responsabilità dell’Asp di Acireale? E l’amministrazione acese?», conclude il signor Maesano.

Acireale supera i 200 contagi

Al momento sono 251 i soggetti positivi ad Acireale. Il report effettuato dall’Asp mostra un quadro che non accenna a migliorare, con lo sfortunato dato di ben 4 decessi causati dal Covid in territorio acese.

Il primo cittadino, oggi, sulla propria pagina Facebook raccomanda prudenza e il rispetto delle precauzioni ma forse nel concreto serve a giustificare l’assenza del supporto delle Istituzioni.

 

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