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Porto, per il commissario Indaco nessun problema di compatibilità. E anche l’incasso dell’indennità

Mai dire mai in Italia! Un esempio, uno dei tanti, eccolo: nel mese di dicembre scorso è arrivata una circolare del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione Maria Anna Madia. La data è quella del 4 dicembre (Santa Barbara!) e il numero è il 6 (vedi circolare_6_2014).

Cosa spiega la circolare ministeriale? Si occupa dell’interpretazione e applicazione dei divieti di incarico per persone in quiescenza, come stabilito da decreto legge 114 del 24 giugno scorso, che ha posto appunto il divieto di incarichi dirigenziali a soggetti lavoratori pubblici e privati pensione. Allora, la politica e –la filosofia- del Ministro Madia erano stati chiari: ringiovanire la pubblica amministrazione, dando spazio ai giovani.
Si dà il caso che a Catania, all’Autorità Portuale, ad ottobre scorso sia arrivato, o meglio sia tornato, come commissario straordinario (negli anni Novanta era stato Presidente) Cosimo Indaco. Qualche voce dissonante -in mezzo ad una sorta di “celebrazione generale” dei “media che contano” sotto il vulcano- aveva sollevato, legge alla mano, la questione della compatibilità fra questo ruolo e la condizione di persona in quiescenza di Indaco. A queste voci, la risposta era arrivata, forte e determinata: ma come fate a dire ciò, quando Indaco lavora a “costo zero”(espressione “alla moda” ai tempi dell’amministrazione di Enzo Bianco, principale sponsor politico di Indaco), insomma a gratis? Che ingrati! E appunto in quanto a titolo gratuito, non c’era alcun problema nell’incarico, capito ingrati?

Ma, forse, Santa Barbara ha fatto…il “miracolo”. E così sempre il Ministro Madia ha firmato la circolare n.6 dove fra i divieti si esclude anche…quello di commissario straordinario (penultimo capoverso dell’articolo 5!) Ecco alla lettera: “…per la loro natura eccezionale, non riconducibile ad alcuna delle ipotesi di divieto contemplate dalla disciplina in esame, devono ritenersi esclusi anche gli incarichi dei commissari straordinari, nominati per l’amministrazione temporanea di enti pubblici o per lo svolgimento dei compiti specifici…”

Bene, sapete com’è finita? Che a Indaco è stata versata l’indennità (lorda): dal 3 ottobre al 31 dicembre 2014 per un totale 36, 213, 54 euro. E’ scritto sul sito ufficiale dell’Autorità Portuale di Catania, nello spazio dell’amministrazione trasparente. Tutto a posto. Regolare.indaco tratto da sito a portuale
Mai dire mai, in questa Italia. Il lavoro è lavoro, anche quando sei avanti negli anni. Per i giovani c’ è sempre tempo: a Catania poi più che giovane, in alcuni posti di particolare rilievo e delicatezza, per andare bene devi essere…catanese.

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Marco Benanti

45 anni, ex operaio scaricatore alla base di Sigonella, licenziato in quanto “sgradito” al governo americano per “pensieri non regolari”, ex presunto “biondino” dell’agenzia Ansa, ex giocatore di pallanuoto, ex 87 chili. Soggetto sgradevole, anarchico, ne parlano male in tanti, a cominciare da chi lo ha messo al mondo: un segno che la sua strada è giusta. Ha, fra l’altro, messo la sua firma come direttore di tante testate, spesso solo per contestare una legge fascista di uno Stato postfascista che impone di fatto un censore ad un giornale (e in molti hanno, invece, pensato che lo ha fatto per “mettersi in mostra”). E’ da sempre pubblicista, mai riconosciuta alcuna pratica per professionista, nemmeno quelle vere. Pensa di morire presto, ma di lui – ne è certo- non fregherà niente a nessuno. Nemmeno a lui.

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