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Porto illegale di armi: tre arresti a Catania

Su delega della Procura della Repubblica di Catania, la Polizia di Stato ha tratto in arresto:

 

  • SORRENTINO Alfio (cl.1984) – pregiudicato – già detenuto per altra causa presso il carcere di Catania piazza Lanza;

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  • GAMBINO Francesco (cl.1993) – pregiudicato;

  • GUZZARDI Damiano (cl.1993) – pregiudicato,

in esecuzione ad ordinanza di applicazione di misure cautelari, emessa in data 5.12.2016 dal G.I.P. del Tribunale di Catania,  in quanto ritenuti responsabili, in concorso, tra loro, di porto illegale di armi comuni da sparo, nonché  Alfio Sorrentino anche del reato di evasione.

I fatti risalgono alla tarda mattinata del decorso 10 settembre, quando personale della Squadra Mobile si recava presso il locale nosocomio “Vittorio Emanuele”, laddove, poco prima, era giunto il citato  Francesco Gambino, pregiudicato per reati contro il patrimonio, al quale i sanitari di turno diagnosticavano “ferite da arma da fuoco e fratture alla mano sn” giudicate guaribili in gg. 30.

Immediatamente sentito dagli investigatori della Squadra Mobile – Sezione “Reati contro la Persona”, il Gambino riferiva di essere rimasto ferito da un colpo di arma da fuoco mentre si trovava a piedi nel rione di San Giorgio.

Il sopralluogo effettuato dagli investigatori nel sito indicato dalla vittima non consentiva di rilevare alcuna traccia dell’evento delittuoso. Le indagini effettuate nell’immediatezza, anche di natura tecnica, coordinate dalla Procura della Repubblica di Catania consentivano di appurare che Gambino aveva reso dichiarazioni palesemente mendaci, essendo stato accertato che questi in realtà era rimasto accidentalmente ferito da un colpo di pistola mentre, unitamente ai predetti Sorrentino e Guzzardi Damiano, era intento a pulire un’arma da fuoco.

Sorrentino Alfio, all’epoca dei fatti agli arresti domiciliari, inoltre, risponde del reato di evasione per essersi allontanato da casa per portare in luogo pubblico un’arma e per sottrarsi alle ricerche della Polizia.

Espletate le formalità di rito, gli arrestati sono stati associati presso la casa circondariale di Catania – “Piazza Lanza”.

 

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Redazione

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