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Porto di Catania, la nebbia s’infittisce

Rinviato a giudizio, Andrea Annunziata continua a presiedere l'Autorità di Sistema portuale della Sicilia Orientale

Pesa come un macigno il rinvio a giudizio di Andrea Annunziata, attuale presidente dell’autorità portuale di Catania e Augusta. Secondo gli inquirenti, sarebbe coinvolto in una brutta storia che ha avuto luogo quando occupava la stessa poltrona a Salerno. Come noto, è accusato di concorso formale in abuso d’ufficio, danni, malversazione nei confronti dello Stato e falsità ideologica. Anziché assegnare con bando di gara pubblico i lavori per la realizzazione di un tunnel di collegamento a seguito del crollo avvenuto nella galleria di Salerno Ovest, avrebbe distribuito a diverse ditte i lavori in modo diretto.

Chi è Andrea Annunziata?

Andrea Annunziata
FotoTanopress by Pecoraro

Classe ’55, è la provincia di Salerno a dare i natali all’avvocato.

Nel 2001 viene eletto tra le fila della coalizione di centrosinistra Margherita / DL-L’Ulivo alla Camera dei Deputati. Durante la legislatura successiva, perciò con il Governo Prodi, ha ricoperto il ruolo di sottosegretario al ministero dei trasporti.

Nel 2008 viene eletto all’assemblea costituente del Partito Democratico e nello stesso anno viene nominato presidente dell’Autorità Portuale di Salerno. Incarico che manterrà fino al 2016.

L’11 aprile 2017 il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti allora in capo a Delrio, nomina Andrea Annunziata Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale della Sicilia Orientale (Catania e Augusta). Un incarico chiaramente politico oltre che tecnico. Perché Annunziata, di porti ne capisce essendo membro membro del consiglio direttivo di Assoporti.

L’eredità.

Nonostante i bluff e i tira e molla, con il riordino della rete portuale del precedente governo, è ad Augusta che viene fissata la sede dell’Autorità di Sistema portuale della Sicilia orientale.

Il porto di Augusta è un porto Core della rete TEN-T, riconosciuto come porto strategico dell’Unione Europea per la sua posizione baricentrica lungo le rotte del traffico internazionale.

È il più grande porto naturale del basso Mediterraneo dove si collocano un importante porto commerciale, un polo industriale, una base militare e un porto/città con due darsene in pieno centro storico.

Il porto di Catania invece è di rilevanza economica internazionale con funzioni commerciale, industriale e petrolifera, di servizio passeggeri, peschereccia, turistica e da diporto.

A differenza del porto di Augusta, il porto di Catania non ha mai goduto di buona reputazione.

Il dossier redatto dalla Commissione nazionale antimafia “Il porto delle nebbie” ha svelato il malaffare che si è consumato proprio all’interno del porto di Catania.

Grandi polemiche hanno accompagnato la lunga serie di atti parlamentari presentati dalle opposizioni durante la scorsa legislatura sulle nomine dei commissari dell’Autorità Portuale. In particolare fu l’ex spedizioniere doganale Cosimo Indaco a essere stato oggetto di aspre critiche dalla società civile e dalla classe politica. Già presidente dell’autorità portuale, beneficiando dell’interpretazione dell’ex Ministro Madia sugli incarichi a soggetti in quiescenza, ha preceduto Annunziata.

In corso rimane il processo per il presunto disastro ambientale denunciato dalle associazioni ambientaliste locali relativamente alla deviazione del torrente Acquicella con la nuova darsena commerciale in spregio alla Legge Galasso, stando a quanto ipotizzato.

Gli interventi mancati del passato.

Nella classifica del flusso di merci dei porti d’Italia degli ultimi anni, il porto di Catania si conferma tra le posizioni più basse. Anche per questa ragione, in diverse occasioni è stato chiesto al MIT se, in concerto con la regione siciliana, non reputava opportuno valutare la possibilità di trasferire l’attività mercantile del porto di Catania presso il porto di Augusta e permettere al porto di Catania di esercitare unicamente la funzione di porto turistico.

Considerata la sua posizione urbanistica strategica a ridosso del prestigioso centro storico barocco, tale iniziativa avrebbe favorito gli indotti della croceristica, della diportistica, della pesca professionale e turistica, e creato tra l’altro nuove opportunità occupazionali.

Ad oggi, nulla di fatto. Eppure lo strumento per avviare questa procedura a vantaggio dell’economia generale delle città di Augusta e di Catania era stato stilato il 7 agosto 2012. Si tratta del protocollo d’intesa del MIT e la regione siciliana, le autorità portuali di Augusta e Catania, e la Società Interporti Siciliani. Il protocollo regolava gli interventi finalizzati al potenziamento commerciale e del trasporto intermodale delle merci nel quadrante sud-orientale della Sicilia. Inoltre, ribadiva l’esigenza di attribuire precise specializzazioni dei porti di Catania e Augusta per valorizzare le attività e gli investimenti. Ciò avrebbe determinato un sistema di attività comuni e la loro messa a sistema per le infrastrutture esistenti e gli investimenti futuri, nonché realizzare il perseguimento di collaborazione e complementarietà.

Tuttavia, l’Autorità Portuale di Catania non ha inteso trasferire il traffico rinfuse e container al porto di Augusta.

La concessione anomala a Katanè Marina Yachting.

Eppure, con l’Autorità di Sistema dei Porti presieduta da Andrea Annunziata, per Catania è “la svolta”. Nel porto del capoluogo etneo si improvvisa un porto turistico attraverso una concessione anomala. A denunciarla è l’associazione degli operatori portuali che prontamente ha sollevato il caso.

Nel mese di novembre 2017, Katanè Marina Yachting ha depositato all’Autorità di Sistema portuale un’istanza di concessione demaniale marittima di 30 anni per la realizzazione di un approdo turistico per Super Yacht.

In passato erano state presentate diverse richieste di concessione. Puntualmente e convintamente venivano rigettate perché l’Autorità Portuale si dichiarava in attesa di varare il nuovo piano regolare portuale. Adesso invece, non solo l’Autorità di Sistema portuale non rigetta l’istanza Katanè, ma addirittura preannuncia la possibilità di poter approvare una variante al Piano Regolatore in funzione del progetto di porto turistico avanzato dalla società.

L’autorità di sistema portuale applica quindi la procedura della pubblicazione come previsto dal DPR 509/1997, bypassando il bando a evidenza pubblica. Questo criterio però entra in contrasto con la normativa europea. Infatti, nel caso di interventi di elevato impatto sugli spazi e a lunga durata (30 anni) deve essere l’Autorità a pubblicare un bando. Solo successivamente gli interessati possono presentare delle offerte.
Già solo per questa ragione l’Autorità Portuale avrebbe dovuto rigettare l’istanza trattandosi di una procedura applicabile solo per piccoli insediamenti di breve durata.

Gli affari di Mr Gulisano e dello sceicco Hamed Al Hamed.

A puntare sul “porto turistico improvvisato” anche imprenditore catanese, il dott. Umberto Gulisano,  e lo sceicco della famiglia reale di Abu Dhabi Hamed Al Hamed. Pochi mesi fa, su L’Urlo abbiamo trattato dell’affare turistico di Gulisano e lo sceicco della Perla Jonica.

Quale futuro per l’Autorità di Sistema dei porti della Sicilia Orientale?

Mentre a Catania continua la caccia alle streghe in nome dell’antimafia, qualcosa di molto più grosso si starebbe consumando sotto gli occhi dei cittadini.

Nessun provvedimento pare sia previsto nell’ordinamento giuridico a garanzia dell’esercizio della presidenza dell’Autorità di Sistema dei Porti in casi di rinvio a giudizio per fatti che hanno avuto luogo in altri contesti e città. Ma consideratala narrazione sin qui esposta, sarebbe auspicabile l’intervento del Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Danilo Toninelli per chiarire gli interventi attuati ad oggi dal presidente dell’Autorità di Sistema dei porti della Sicilia Orientale Andrea Annunziata.

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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