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Pornografia: sono gli stati religiosi i maggiori consumatori

Pornografia, dal greco πορνογραφια, ovvero “scrivere su” o “disegnare prostitute”, da πέρνημι vendere e γράφω scrivere, è un termine che non scandalizza più. Resta comunque un paradosso che ad usufruirne particolarmente siano gli stati più religiosi.

Con la parola pornografia si vuole intendere la raffigurazione esplicita di soggetti erotici e sessuali, in genere ritenuti osceni.
Il termine può anche essere riferito a forme letterarie, pittoriche, cinematografiche o fotografiche.

Uno studio scientifico ha esaminato i dati sulle ricerche collegate a pornografia nei vari stati USA, scoprendo che è proprio dagli stati più religiosi che arrivano le maggiori ricerche. Il motivo sarebbe che il contesto culturale incoraggerebbe esperienze sessuali “private”.

Qualunque sia l’atteggiamento personale verso di essa, è un dato di fatto che la pornografia gode di un mercato notevolmente ampio, cosa che è ben noto trova riscontro anche sul web, il quale ne facilita la fruizione. Per questo motivo le ricerche sociologiche non possono ignorarne il fenomeno.

Grazie ai dati di Google Trends, che permettono di vedere quanto siano cercate specifiche parole chiave e da che zone, un gruppo di ricercatori ha potuto esaminare le ricerche di materiale pornografico online.
L’interesse era confrontare i trend in diverse aree geografiche per capire se ci siano differenze tra le zone “più religiose” e quelle meno.

“Mentre il collegamento tra caratteristiche religiose personali e consumo di pornografia è ampiamente studiato, poche ricerche hanno cercato di capire se il contesto religioso più ampio possa influenzare il consumo” spiegano i ricercatori di cui sopra in un articolo.

L’analisi statistica dei dati ha permesso di verificare che gli stati a maggior presenza di persone che si dichiarano religiose, e soprattutto di “fondamentalisti cristiani”, è correlata ad una maggiore ricerca di materiale a luci rosse su Internet.
Per fondamentalisti cristiani si intendono dunque tutti quei movimenti che applicano una lettura letterale della Bibbia.

Un’altra precedente ricerca che si fonda sempre sull’analisi delle ricerche su Google ha dato prova che esistono, per così dire delle “stagioni amorose”. Tramite i dati pervenuti è infatti stato possibile scindere i periodi dell’anno in cui la gente fa più uso di pornografia che sono l’inverno ed un breve periodo che precede l’estate.

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