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Ponte Morandi, la falsa lettera del padre alla figlia morta

La lettera del padre a Marta, vittima della catastrofe del ponte. E' una fake

In ogni storia ci sono due personaggi opposti, come in ogni favola c’è una morale, in ogni vicenda due campane suonare ed in ogni disastro uno sciacallo a fare tesoro delle disgrazie altrui. È il caso della finta lettera del padre di Marta Danisi, la giovane siciliana di Sant’Agata di Militello, rimasta vittima nel crollo del ponte Morandi.

Un individuo che al momento resta sconosciuto avrebbe infatti finto di aver scritto una lettera destinata a sua figlia ormai defunta

“Mi avevi pregato tanto per andare in Sardegna col tuo fidanzato. Ti avevo detto che, fosse stato per me, non ci saresti andata. Però poi ho visto il tuo sorriso mentre programmavi i tuoi itinerari di viaggio, le escursioni, le giornate al mare. Ti ho detto di sí.”, sono queste le parole che si vedono all’apice della fantomatica lettera scritta dal papà di Marta, pubblicata in un post di un profilo facebook dal nome ‘Angels’.

“Dovevi tornare a casa e raccontarmi come fosse stato. Dovevi dirmi che quel ragazzo ti aveva chiesto di sposarlo sulle note di quella canzone che cantavi sempre sotto la doccia, quella che hai messo anche oggi, prima di uscire. Prima di dirmi che mi volevi bene, stringendomi in un abbraccio.  -si legge – Tu con la tua testa sulla mia spalla e io con le mie mani ad accarezzarti quei capelli che non pettinavi mai. “Papà sono ricci.” E non era vero che “ogni riccio, un capriccio”. Per ogni tuo riccio si scatenavano dieci tempeste. Però eri buona. Eri tanto buona. Eri tua madre, senza la sua paura di vivere, con tanta voglia di guardare le cose belle del mondo.”

Questo è quello che succede sui social nel frangente in cui un’Italia, stravolta dalla catastrofe, piange, insieme ai familiari di tutte le vittime, 39 morti.

Il Testo

La foto di Marta Danisi inserita nel post fake della finta lettera

“Ti ho dato un bacio sulla fronte “scrivi quando arrivi, prima di prendere il traghetto”. “Scrivi quando arrivi”, era il mio dirti che ti volevo bene, che ero un papà preoccupato, ma felice di vederti felice a tua volta.

Poi ho sentito un boato, forte. Ho pensato a cosa potesse essere stato, ho cercato risposte, poi la notizia. Il ponte crollato, le vittime, era un inferno, dicevano. Ho sperato che mi chiamassi piangendo, dicendomi: “hai visto papà, c’è stato un crollo, ma io sono stata fortunata, avevo già attraversato il ponte” Avrei puntato il dito contro i politici corrotti, la scarsa manutenzione, la noncuranza di chi aveva compiuto una tale mattanza, ma avrei ringraziato di vedere di nuovo i tuoi occhi nocciola.

Chissà come ti stava il terrore addosso.
Mai avrei pensato di poter avere cucita su di me la consapevolezza che fosse finita e che non avresti avuto più possibilità dalla vita. Niente laurea. Voglio che tu sappia che sono fiero di essere tuo padre. Fiero di averti avuta accanto. Fiero dei tuoi abbracci che mi hanno fatto diventare un uomo migliore.
E mentre c’è chi dal posto caldo dietro la propria scrivania discute sui vaccini, gli immigrati, le famiglie arcobaleno, mentre l’Italia crolla a pezzi, io piango chiedendo a Dio la forza per svegliarmi domani e vivere con la tua stessa volontà. Riposa in pace figlia mia.
Scrivi quando arrivi, in paradiso
Scrivi quando arrivi.
Per sempre tuo,
papà”.

I social profittatori

Il post che gira su facebook, contenente la finta lettera, condiviso oltre 3.900 volte, ha ottenuto più di 2.140 commenti e 12.254 mi piace.

E mentre c’è chi piange la morte di mariti, mogli, genitori, figli, nipoti e quant’altro, c’è chi si diverte a prendersi gioco degli altri. La lettera, presumibilmente pubblicata da un falso profilo, è un fake, una macroscopica bufala.

 

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Elisabetta Ferlito

Inizia a scrivere per caso ed è così che d'un tratto si trova e si scopre appassionata di ciò che non è convenzionale. Per lei non conta cosa hai da dire ma come sei disposto a dirlo, quanto sei disposto a rischiare per farti ascoltare. Sostenitrice delle parole che tutti pensano ma nessuno vuole pronunciare e inguaribile amante dei dettagli, con il suo oceano di caos, è nata con la testata online 'L'Urlo', e lei in quel grido ci sguazza.

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