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Poltrona d’autore, quale scegliere?

Oggetti cult del design moderno

Oggi voglio proporvi un argomento molto importante e che ricorre in tutti i progetti: la poltrona.

Anche chi come me ama progettare tutto su misura in maniera sartoriale, quando si parla di sedute, alla fine si trova sempre ad utilizzare prodotti della produzione industriale. In particolare, desidero soffermarmi sulle poltrone d’autore che, coniugando perfettamente bellezza e funzionalità, sono entrate nell’immaginario collettivo e nella storia del design moderno.

In questa selezione vi mostrerò cinque poltrone che potreste utilizzare nei vostri spazi per renderli di classe e ricercati:

Poltrona Egg di Arne Jacobsen

Un divano avvolgente” L’architetto e designer danese Arne Jacobsen oltre ad aver creato una delle sedie impilabili più celebri del design scandinavo nel 1958 disegnò la Egg chair con uno scopo ben preciso: arredare le lobby rooms del SAS Royal Hotel di Copenhagen. L’obiettivo di Jacobsen era proporre una seduta comoda, avvolgente, intima e l’ispirazione migliore non poteva che arrivare proprio da un guscio (d’uovo): perfetto per accogliere il corpo, proteggerlo da sguardi indiscreti, garantire privacy e relax persino in un ambiente movimentato dal continuo via vai di persone. La struttura è in fibra di vetro rinforzata in schiuma poliuretanica, il piede di supporto è in alluminio. Questa poltrona è un pezzo di design decisamente attuale e unico, che non smetterà mai di farci sognare.

 

Poltrona LC2 di Le Corbusier  

La poltrona LC2 è una delle poltrone più belle di ogni tempo, un modello senza tempo che ha fatto, e continua a fare, la storia del design.
Il modello LC2 vede la luce nel 1928, grazie all’incontro di Le Corbusier con Pierre Jeanneret e Charlotte Perriand. Dopo aver studiato le posizioni del corpo umano, Le Corbusier, abbozza in linea di massima i progetti delle sedute in grado di rispondere universalmente a tali posizioni. Come dire, l’estetica delle forme deve nascere da un bisogno concreto di comodità, da un esigenza funzionale.
La poltrona LC2 è un concentrato di eleganza e creatività con le sue finiture, la struttura minimalista e la mancanza di elementi ornamentali.
La LC2 ha rotto le convenzioni del design delle sedie tradizionali avendo il telaio verso l’esterno piuttosto che all’interno, in questo modo si mostra la grazia e l’impegno messo nella realizzazione del telaio, quest’ultimo dal 1950 è rivestito con uno strato di cromatura protettiva. La separazione tra la gabbia della struttura e i cuscini esprime compiutamente la logica del razionalismo.
Disponibile anche nella versione divano a due o tre posti e pouf, LC2 prevede rivestimenti in pelle o in tessuto di diversi colori. Al fatto che la seduta è di un comfort eccezionale, dobbiamo aggiungere anche un piccolo brivido di piacere tutto intellettuale: l’idea di essere seduti su una poltrona pensata e disegnata da Le Corbusier è una di quelle piccole grandi gioie che possono condividere solo i veri amanti del design.

Poltrona Barcelona di Mies van der Rohe

La poltrona Barcelona è stata progettata dal famoso architetto Bauhaus Ludwig Mies van der Rohe e dall’architetto e designer Lilly Reich, appositamente per il padiglione tedesco dell’Esposizione Universale di Barcellona del 1929.

Less is more” il celebre motto di Mies van der Rohe è perfettamente incarnato nella poltrona Barcelona. L’architetto aveva l’obbiettivo di realizzare una poltrona degna dei Reali di Spagna (che avrebbero visitato il padiglione) e si ispirò all’arte classica dell’antica Roma.
L’idea era quella di adattare forme antiche all’epoca moderna e garantire la massima funzionalità dell’oggetto. Il telaio della poltrona Barcellona è stato inizialmente progettato per essere imbullonato, ma è stato ridisegnato nel 1950, usando l’acciaio inossidabile, che ha permesso alla cornice di essere formata da un pezzo di metallo, conferendole un aspetto decisamente migliore.

La pelle bovina ha sostituito la pelle di cinghiale color avorio che è stata utilizzato per i primi pezzi originali ed trapuntata per creare l’inconfondibile imbottitura con effetto a riquadri.

Ball Chair di Eero Aarnio 

Caratterizzata da un design dalle linee tonde che più all’avanguardia non si può, Ball Chair è una poltrona girevole, la cui forma trae ispirazione da una sfera. In realtà, si tratta di un vero e proprio bozzolo, squisitamente intimista, il cui stile incarna un chiaro esempio di espressione pop un must del design degli Anni Sessanta e della cosiddetta Space Age.
La stanza nella stanza” così il designer amava definire la Ball Chair, ovvero una specie di rifugio, un ambiente dall’atmosfera calma e ovattata, uno spazio privato in cui pensare, ascoltare musica, leggere o semplicemente rilassarsi. Realizzata in fibra di vetro con piedistallo in metallo e imbottita internamente, la Ball Chair con la sua forma avvolgente è un’icona del design moderno richiestissima da vip e celebrità, apparsa in moltissime pellicole cinematografiche.

Poltrona Sacco di Gatti, Paolini e Teodoro 

1968: siamo in piena era Pop, il mondo è in fermento, tutti cavalcano l’onda di una cultura spumeggiante e anticonvenzionale. E tre giovani progettisti torinesi Piero Gatti Cesare Paolini e Franco Teodoro, progettano un sacco capace di plasmarsi su qualsiasi posizione di relax.

La poltrona Sacco lascia liberi di muoversi adattandosi facilmente alla posizione del corpo, senza alcuna limitazione. Totalmente rivoluzionaria, è priva di qualsiasi struttura portante, è morbida leggera e colorata e ancora oggi è assolutamente contemporanea.

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