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Polizia contro gruppo social sui posti di blocco: “Segno di diseducazione sociale”

E’ diventato in breve tempo uno dei gruppi più seguiti dai guidatori, soprattutto giovanissimi e non sempre in regola con il codice della strada. E’ anche per questo che il Coisp, sindacato della polizia, ha chiesto al Questore di Catania, Cardona, di intervenire contro il gruppo social “Posti di blocco a Catania“.

“Chi segnala posti di blocco a Savona –  spiega il segretario generale provinciale Alessandro Berretta –  viene denunciato, così come accaduto ad una ragazza che aveva informato sul social della presenza di una pattuglia fuori dalla discoteca. Perchè a Catania no?”

Il gruppo social, secondo il sindacato, annienta e svilisce la funzione preventiva della Polizia perchè il guidatore, oltre alla possibilità di non rispettare le regole, si espone ad ulteriori rischi concentrandosi sul proprio dispositivo. Questo, continua Berretta, “e’ segno di non collaborazione con le Istituzioni e indica, sempre più, l’attuale tendenza a vivere in un clima di diffidenza“.

Inoltre, basta veramente poco per invadere la privacy altrui. “I poliziotti – conclude il segretario – espletano una funzione pubblica e non temono di essere ripresi, anche se fortemente distratti, ma in tale contesto chi ci va di mezzo sono i molti privati che, per motivi legati al posto di controllo o per motivi di transito, avrebbero il diritto al rispetto della loro sfera privata e quindi non essere ripresi senza preventivamente essere informati”

 

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