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Politici sotto processo

Un sottosegretario di Stato, un ex sindaco e senatore, un ex consigliere comunale: sono i tre imputati di un processo –di cui si parla poco o nulla- che si avvia alla conclusione del primo grado davanti alla terza sezione penale del Tribunale di Catania.

Si tratta del processo per un “comizio” elettorale che si sarebbe svolto alla vigilia delle elezioni amministrative del 2008, tra le mura del vecchio ospedale “Garibaldi” di Catania.

Imputati sono Giuseppe Castiglione, Raffaele Stancanelli e Francesco Navarria.

Il pm Alessandro La Rosa, nel maggio scorso, ha chiesto per tutti e quattro, quattro mesi di reclusione: i reati ipotizzati dall’accusa sono violazione della legge elettorale e di turbamento di pubblico servizio. Oggi la parola alla Difesa.

Il processo ha conosciuto anche una pausa per un’eccezione di costituzionalità: era, infatti, ricominciato, il 2 aprile del 2012, dopo che, l’anno precedente, la Corte Costituzionale aveva rigettato l’eccezione di incostituzionalità della legge avanzata da uno dei legali degli imputati, l’avv. Franco Passanisi, che difende i Stancanelli.

La Corte Costituzionale nel rigettare l’eccezione aveva evidenziato un caso di “petitum oscuro”, insomma il quesito non sarebbe stato posto in modo chiaro. L’eccezione era stata avanzata, in aula, dall’avv. Passanisi, che aveva evidenziato una disparità di trattamento fra la normativa che regola la propaganda nelle elezioni politiche e in quella che regola la stessa materia nelle tornate amministrative.
Il processo, in attesa della decisione, era stato fermo oltre un anno. Il giudice aveva, infatti, dichiarato “non manifestamente infondata” la questione e quindi aveva disposto la trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale, sospendendo il giudizio. Il dibattimento, dopo la citazione diretta in giudizio disposta dal dott. La Rosa, si è aperto il 7 luglio 2010, dopo le indagini condotte dalla Digos.

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Marco Benanti

45 anni, ex operaio scaricatore alla base di Sigonella, licenziato in quanto “sgradito” al governo americano per “pensieri non regolari”, ex presunto “biondino” dell’agenzia Ansa, ex giocatore di pallanuoto, ex 87 chili. Soggetto sgradevole, anarchico, ne parlano male in tanti, a cominciare da chi lo ha messo al mondo: un segno che la sua strada è giusta. Ha, fra l’altro, messo la sua firma come direttore di tante testate, spesso solo per contestare una legge fascista di uno Stato postfascista che impone di fatto un censore ad un giornale (e in molti hanno, invece, pensato che lo ha fatto per “mettersi in mostra”). E’ da sempre pubblicista, mai riconosciuta alcuna pratica per professionista, nemmeno quelle vere. Pensa di morire presto, ma di lui – ne è certo- non fregherà niente a nessuno. Nemmeno a lui.

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