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Piera Aiello sottosegretario all’Interno?

Piera Aiello non è nella white list dei possibili sottosegretari proposti da Luigi Di Maio al Premier Giuseppe Conte. Eppure, il suo nome tuona prepotente in capitale al Ministero dell’Interno. E non solo in ambiente grillino!

Piera Aiello prenderà il posto di Luigi Gaetti?

Dopo l’esperimento di governo Lega – M5S miseramente naufragato, la testa di Luigi Gaetti è la prima a saltare sulla scacchiera dei sottogoverni con il nuovo sodalizio M5S – PD.

Gaetti, varcata la soglia del Parlamento già dalla precedente legislatura, risultava totalmente estraneo alle dinamiche legate alla holding dell’antimafia. Infatti, ha svolto il suo mandato con quella correttezza istituzionale ineccepibile che le associazioni antimafia a suo fianco già rimpiangono. Ed è stato proprio questo suo atteggiamento ad avere fagocitato inimicizie e dissapori tra i colleghi di partito. In primo luogo da parte di Piera Aiello, seguita a ruota da chi potrebbe trarre vantaggi politici dalla sua possibile nomina.

A fare la voce grossa a favore di Piera Aiello è il senatore Mario Michele Giarrusso. Il 29 agosto scorso, nel corso di un’intervista rilasciata a L’Avvenire, il senatore grillino favorevole all’intesa tra il PD e il M5S, palesava il suo consenso verso la collega.

«Ci sono già figure di garanzia (nella lotta alla mafia, n.d.a.) alle quali si può fare riferimento, a cominciare dal presidente della commissione Antimafia Nicola Morra», dichiarava Giarrusso. «Ma sarà importante mobilitare anche altre risorse. Penso ad esempio a Piera Aiello, una donna che nelle scelte di vita ha dimostrato la volontà e la possibilità di sconfiggere le mafie».

Un prode cavalier servente a fianco di Piera Aiello si è rivelato il senatore Giarrusso allorquando la parlamentare ha dovuto fare i conti con la sua identità.

Piera Aiello Giarrusso

Perché sarebbe stata messa in pericolo la sicurezza di Piera Aiello?

Piera Aiello quando era Piera Aiello

Piera Aiello è una testimone di giustizia. All’età di 14 anni divampa la sua infatuazione per Nicolò Atria, figlio del boss Vito Atria. Una volta diciottenne, nel 1985, i due convolano a nozze. Appena 9 giorni dopo, il suocero di Piera Aiello verrà ucciso. Stessa sorte spetterà al marito, il 24 giugno 1991. Sarà il giudice Paolo Borsellino a influenzare la scelta di Piera Aiello a collaborare, decisione che convinse anche la cognata, Rita Atria, a seguire il suo esempio. Dopo l’attentato in cui persero la vita il giudice Borsellino e la sua scorta, Rita Atria si toglierà la vita.

La nuova vita e la doppia identità

Per 27 anni, fino all’elezione in Parlamento, Piera Aiello entra nel programma speciale di protezione. Trasferita in località segreta e con identità fittizia, ha avuto la possibilità, grazie allo Stato, di dare una svolta alla sua vita. Compariva però in televisione e alle conferenze stampa, con le sue vere generalità e viso coperto da un velo, in nome dell’antimafia.

Anche a fianco dell’ex governatore Rosario Crocetta, nel 2015. Piera Aiello, insieme ad altri 47 testimoni di giustizia veniva assunta dalla Regione Siciliana.

In quell’anno viene rinviata a giudizio per aggressione con l’altro nome, il nome che lo Stato le aveva assegnato da testimone di giustizia.

Piera Aiello Rosario Crocetta

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Piera Aiello girava anche per le scuole. D’altra parte, è stata presidente di diverse associazioni antimafia. Nel 2008 viene nominata presidente dell’associazione “Rita Atria”. Nel 2016 è la volta dell’Associazione Antimafie e Antiracket – “Paolo Borsellino”. Notando uno strano movimento nella costituzione di parte civile ai processi, il figlio del giudice Manfredi Borsellino, negò all’associazione il nome del padre. L’anno successivo l’associazione cambierà intestazione in “La Verità vive”, epitaffio riportato sulla lapide di Rita Atria: Piera Aiello continuerà a presiedere fino a ignoti dissapori con l’avv. Giuseppe Gandolfo che termineranno con le sue dimissioni.

A portare alla ribalta le attività sistematiche dell’associazione “La Verità vive”, un servizio de Le Iene “I furbetti dell’antiracket”. Da quel momento, il cono della pubblica indignazione sarà puntato sulla parlamentare da poco eletta.

Lei non esiste, ma è una parlamentare della Repubblica

Di lì a breve, Piera Aiello finirà poi sotto il macigno di un’indagine avviata dalla Procura di Sciacca per falso relativamente alla sua candidatura. All’Ufficio anagrafe del Comune di Partanna che ha dato i natali alla parlamentare, il nome di Piera Aiello non esiste più e non è certificabile proprio per la sua condizione di testimone di giustizia.

«Ho dato la mia adesione all’oscuro del servizio Centrale di Protezione», dichiarava Piera Aiello in un’intervista rilasciata a Roberto Ruotolo per Fanpage.it. «Il problema era che dovevo firmare questi documenti per accettare la candidatura davanti a un notaio. È stata rocambolesca la cosa. Ho preso 4 aerei nel giro di 4 ore perché dalla località segreta mi sono recata a Roma dove ho preso un altro volo per arrivare a Palermo per evitare che chi mi veniva a prendere all’aeroporto potesse scoprire la località segreta dalla quale provenivo. Dentro l’aeroporto stesso – continua – ho firmato con un notaio e sono ripartita».

Ma quando ha firmato la documentazione, l’inchiostro ha riportato in calce il suo vero nome, e cioè come Piera Aiello. «Io ci tenevo. Ma in più avevo deciso di candidarmi proprio nella zona di Trapani perché io da lì sono andata via ed è li che dovevo ritornare».

Una condizione kafkiana, quella della doppia identità, dalla quale si è tratto un preciso giovamento. Una scelta autonoma, rischiosa per sé stessa e per la sua famiglia la candidatura, a queste condizioni dettate dall’impulso o dalle maggiori possibilità di essere eletta. Ancora in dubbio se questa candidatura sia legittima o meno. Ma una volta messi in discussione i diritti acquisiti come testimone di giustizia da Matteo Salvini, Alfonso Bonafede e Luigi Gaetti, il dito di Piera Aiello allora punta verso i tre.

L’endorsement di Salvatore Borsellino

Il fratello del giudice, infoiato dal totonomi dei sottosegretari papabili, pubblica il messaggio inviato a Luigi Di Maio e ad Alfonso Bonafede. Lo stesso Ministro che oggi Piera Aiello accusa.

“Caro Luigi (/Alfonso), mi giunge, inaspettata, la notizia che Luigi Gaetti sarebbe in procinto di essere riconfermato come sottosegretario con delega in un settore che mi sta particolarmente a cuore.

Credevo che la delega nel precedente governo gli fosse stata data da Salvini ma vedo che le cose non stanno così e che ci sono evidentemente dei centri di potere che impongono certe scelte anche al cambiare dei governi e anche nel caso in cui un nuovo governo vorrebbe connotarsi come una svolta e un cambiamento.

So che Piera Aiello si è proposta per questo ruolo e questo rappresenterebbe davvero un cambiamento, altrimenti sarebbe l’ennesima delusione da parte di un movimento del quale mi sono fidato e nel quale ho confidato fino ad espormi pubblicamente contravvenendo a delle regole che mi ero da sempre imposto di seguire”.

Le domande sorgono spontanee. Salvatore Borsellino è a conoscenza dei fatti di cronaca giudiziaria che hanno travolto nei mesi scorsi Piera Aiello? Sa che il nipote, Manfredi, in tempi non sospetti, aveva diffidato l’uso del nome del padre – perciò suo fratello – dall’associazione presieduta da Piera Aiello? Oggi quell’associazione è stata cancellata dall’elenco del Ministero dell’Interno.

Quale Piera Aiello conosce Salvatore Borsellino? La giovane che ha rinnegato la mafia? Oppure la testimone di giustizia che, dopo aver sputato sull’aiuto che le è stato garantito dallo Stato (coi soldi dei contribuenti), si è avvalsa di una identità che non possiede più per essere eletta?

Antimafia, una questione politica

Dietro Piera Aiello si fa strada il cerchio magico dell’antimafia legato al PD e a LeU con il quale il M5S condivide il governo a partire dal suo “padrino politico”, il senatore Mario Michele Giarrusso.

Prevedibile la posizione del senatore grillino all’alleanza di governo con il Partito Democratico. Uno dei suoi principali esponenti, il sen. Beppe Lumia, condivide con lui il ruolo di responsabile regionale della Fondazione Antonino Caponnetto presieduta da Salvatore Calleri. Fondazione che non ha esitato a esprimere solidarietà a Piera Aiello. Amici dell’associazione, tra i tanti, Pietro Grasso (LeU), Sonia Alfano Ivan Lo Bello. Un tempo, Antonello Montante e Lo Bello erano fortemente legati per Unioncamere ma anche per le attività antimafia. E lo abbiamo visto – grazie ai magistrati – come faceva antimafia Antonello Montante. L’inchiesta, è bene ricordare, non ha coinvolto Lo Bello e anzi, proprio all’avvio delle indagini,i due interruppero bruscamente ogni tipo di rapporto.

A sbrigare le pratiche per conferire la nomina di responsabile dell’authority sui beni confiscati alla mafia, fu Luciana La Morgese. All’epoca era capo di gabinetto di Angelino Alfano. Oggi Luciana La Morgese è il Ministro dell’Interno.

Nando Dalla Chiesa, voce isolata per la conferma di Luigi Gaetti

Il secondogenito del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, all’idea che Luigi Gaetti non sia riconfermato l’incarico di sottogoverno, non ci sta. «Se mi viene l’istinto di intervenire alle due di notte è perché vengo a sapere che ci sarebbero difficoltà insormontabili a confermare come sottosegretario all’Interno Luigi Gaetti dei 5 Stelle».

«Gaetti è un medico», precisa. «Ha lasciato (lui davvero) il parlamento dopo un’ottima esperienza come vice di Rosy Bindi alla Commissione parlamentare antimafia, dimostrando di non tenere alla poltrona e di non essere sensibile al fascino dello spassoso “mandato zero”. Difficilmente in politica ho conosciuto galantuomini come lui, capaci fra l’altro di devolvere tutta la liquidazione parlamentare a ricerche sulla mafia nella sua provincia (Mantova) e in quelle limitrofe. Capace (visto ancora a Palermo il 3 settembre) di andare a dibattiti senza pretendere di parlare, anzi tirandosi indietro».

«Amici miei – continua – io avevo capito che il governo si rifaceva per cambiare gli equilibri politici, non per mandare via i migliori del partito che era già al governo. Via i più seri e affidabili? Via i galantuomini? E in quel settore, beni confiscati, ecc.? Ma quando la si finirà di farsi del male, accidenti?»

Chi la spunterà?

Difficile a dirsi. Il braccio di ferro per questo sottogoverno darà ancora del filo da torcere. L’ago della bilancia, sul piano del buonsenso, punta verso Luigi Gaetti. Sul fronte della politica, pende invece verso Piera Aiello. Ma fino all’ultimo minuto non è detto il colpo di scena.

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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