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Picchia la figlia di due anni, rompendole anche i denti: in manette 23enne di Acireale

Era diventata l’incubo dell’intera famiglia, terrorizzando i familiari e picchiando senza pietà la povera figlia di due anni. Con le accuse di maltrattamenti in famiglia, estorsione, furto in abitazione ed uso indebito di carta di credito, una 23enne di Acireale è finita agli arresti domiciliari in abitazione diversa da quella dove abitano le persone offese con divieto di comunicazione tra quest’ultima e la figlia minore. Sulla giovane pende, inoltre, la misura interdittiva della sospensione dell’esercizio della responsabilità genitoriale per 6 mesi.

Le indagini condotte constatato come la donna abbia compiuto ingiustificabili violenze fisiche e psicologiche nei confronti della figlioletta di due anni. Atrocità che avrebbero avuto inizio quando la piccola aveva solo qualche mese di vita.

La donna vive insieme al compagno 30enne, ristretto agli arresti domiciliari per il reato di furto, nell’abitazione dei genitori di quest’ultimo. Nel periodo di convivenza, anche i genitori del conviventi erano vittima delle violenze e delle minacce da parte della ragazza.

Oltre la minacce anche l’abuso di droga

In particolare la 23enne madre di due bambine di 5 e 2 anni nonché di un maschietto di 2 mesi appena, è solita far uso di sostanze stupefacenti. Proprio per tale motivo, era continua la sua richiesta di soldi ai suoceri. Al rifiuto di questi, la giovane era pronta a danneggiare delle suppellettili o di compiere furti all’interno dell’abitazione per racimolare il denaro sufficiente per l’acquisto della droga.

Non mancavano inoltre le minacce dell’indagata dirette al suocero, sempre in caso di non accoglimento delle sue richieste di denaro, di distruggere la sua attività commerciale.

Botte e violenze sulla figlioletta

La vittima principale della violenza della 23enne è proprio la figlia, sottoposta a violenze di ogni genere. La bimba veniva legata con una corda al seggiolone, obbligata con urla e botte a dormire quotidianamente dalle 21:00 alle 12:00 per consentirle di soddisfare le proprie necessità.

Il compagno della giovane ed i suoi genitori erano ben a conoscenza del comportamento della donna. Ma quest’ultima aveva terrorizzato l’intero nucleo familiare   minacciando di rivalersi con ulteriori violenze proprio sulla bambina.

La nonna della piccola ha passivamente subito ogni tipo di angheria e minaccia dalla compagna del figlio: «… a te ti levo dal mondo!» solo perché quest’ultima aveva trovato la lavatrice ancora piena dei suoi indumenti appena lavati. In altre occasioni, inoltre, aveva sentita la giovane urlare al proprio figlio: «… io prendo un coltello e a tua
madre l’ammazzo!!! …».

Impassibile dinanzi al dolore della figlia

La totale prevaricazione da parte della giovane costringeva il compagno e dei suoi genitori, costretti ad ascoltare e soffrire in silenzio, chiusi nelle proprie camere, le grida d’aiuto della nipotina percossa dalla madre. Un atteggiamento solo al fine di “limitare” danni ben più gravi alla piccolina per mano della maltrattante.

La bambina, come confidato dal compagno della giovane alla propria madre, evidenziava due denti rotti perché spezzati dalla madre con un cucchiaio. Una violenza causata solo perché, mentre le stava dando da mangiare, aveva avuto difficoltà a deglutire velocemente il cibo. La sopportazione di fronte a cotanta crudeltà ha poi spinto la cognata della donna, notando la presenza sul corpo della piccola di segni di morsi sul viso, sulle braccia, sulla testa e di un sanguinamento dell’occhio destro per lo stesso motivo, a richiedere l’aiuto degli assistenti sociali del comune di Viagrande.  Il cui lavoro, unitamente agli accertamenti eseguiti dai militari della locale Stazione, hanno delineato un quadro agghiacciante della situazione.

Spunta un’altra vittima: il padre della bambina

È emerso che la piccola, comunque riconosciuta dal compagno della donna, era invece nata da una relazione avuta da quest’ultima con un uomo sposato di 55 anni. Quest’ultimo, incredibilmente, era anch’egli divenuto sua vittima. L’uomo ha dichiarato di ricevere continue richieste di denaro da parte della sua ex amante che, in particolare, lo minacciava di rivalersi fisicamente e psicologicamente sulla bambina in caso di suo diniego. In una di queste occasioni, addirittura, la donna ha lanciato la bambina sul parabrezza della sua autovettura quando aveva circa 15 mesi di età.

Nonostante lo sbigottimento per la gravità del fatto l’uomo aveva immediatamente raccolto la bambina per proteggerla dalla furia della donna. La giovane, però,  tentava in ogni modo di avventarsi su di lei per colpirla, riuscendo infine ad allontanarla, salvo poi lei minacciarlo testualmente che: «… ora come salgo dentro l’ammazzo! (alla bambina) …».

Ma la protervia della donna sembrava non avesse limiti perché il 25 giugno scorso, ancora a seguito di una richiesta di denaro non accolta dall’ex amante. L’uomo, ormai esasperato, si era recato nella Stazione dei Carabinieri di Viagrande per esporre il caso ai militari nel tentativo di trovare una mediazione ed una soluzione.

“La butto dal balcone una volta per tutte”

Ma la donna, non appena allontanatisi dalla caserma, si è appropriata dei documenti dell’autovettura che gli ha poi restituito soltanto dopo la cessione di 40 euro. Ricevuto il denaro, l’uomo ha dovuto ascoltare un’agghiacciante minaccia quindi rivolgendosi a lui con una terribile minaccia: «… ti sei rovinato, ora vado a casa, prendo (…) e l’ammazzo di botte e se me la penso, una volte per tutte, la prendo e la butto dal balcone. Lo faccio una volta per tutte, ora la tengo al buio nella stanzetta e la tengo a digiuno. Questa cosa che tu stasera sei venuto dai Carabinieri ti farò vedere l’Inferno! A tua figlia (…) con questo tuo comportamento di stasera l’hai rovinata con le tue mani, vedrà l’Inferno pure lei!!!».

L’intraprendenza criminale della donna non ha risparmiato neanche i propri vicini di casa perché, introdottasi all’interno della loro abitazione, si è impadronita di una carta di credito custodita all’interno di un portafoglio unitamente al relativo PIN d’accesso, effettuando successivamente due prelievi da 100 euro, come ripreso dalle telecamere di sorveglianza dell’istituto di credito.

L’attività di indagine, diretta da questa Procura e compiuta dall’Arma di Viagrande, in perfetta sinergia con i Servizi Sociali del comune di Viagrande, ha consentito di consolidare il quadro probatorio a carico dell’indagata e di richiedere la misura cautelare poi emessa dal G.I.P. del Tribunale etneo.

E.G.

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Redazione

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