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Piazza Dante e il mistero del sagrato

A Piazza Dante “Fabrizio vive”. I tifosi pure, e si manifestano coi loro mezzi. A perire è il buonsenso dei cittadini catanesi che deturpano il loro stesso patrimonio storico, artistico, culturale e monumentale tra posteggio selvaggio e graffiti su muri con vernice spray.

Piazza Dante - Ultras
Ph. Debora Borgese

Piazza Dante scenario di degrado culturale e sociale

Uno stuolo di macchine posteggiate a incastro, con una meticolosa precisione quasi ingegneristica per rimediare spazio, è la prima immagine che disturba la visuale di chi si trova a passare nei pressi di Piazza Dante. Ma anche ai turisti che attraversano la piazza per visitare la Chiesa di San Nicolò L’Arena e l’ex Monastero dei Benedettini.

Eppure, tutti sembrano voler bene ai posteggiatori abusivi di Piazza Dante. Con un euro al giorno sorvegliano per diverse ore le auto di studenti universitari, docenti e impiegati a vario titolo nel pubblico esercizio. Non l’offerta di un lavoro onesto e regolare per questi signori, ma il silenzio assenzio che favorisce l’illecito per una propria comodità. E chi denuncia resta solo una voce fuori dal coro.

Piazza Dante - Posteggio
Ph. Debora Borgese

Non meno deprecabili sono i segni indelebili lasciati sul muro di cinta dell’ex Monastero dei Benedettini (patrimonio Unesco) che si affaccia sulla piazzetta prospiciente e che già di suo non sembra godere di particolari attenzioni da parte dell’Università. Un numero indefinibile di effigi non proprio sbiadite dal tempo in favore del Calcio Catania e degli ultras che si sommano a un “Curva Nord” segna il lato destro della Chiesa di San Nicolò in capo al Comune. Grande segnale di civiltà, onore e rispetto per la città sarebbe se i tifosi della Curva Nord del Catania si impegnassero a ripulire dai danni arrecati dai vandali sui beni del Comune e dell’Università, e commemorare Fabrizio opportunamente. Anche solo come segnale di monito a garanzia di modalità di tifo più controllate e in favore della città di Catania.

Il mistero: che fine ha fatto la copertura delle scale del sagrato?

L’Urlo riceve una allarmante segnalazione. “A Piazza Dante stanno rubando pezzo per pezzo il marmo del sagrato della chiesa di San Nicolò”. Una ipotesi che mobilita nell’immediato anche il vicino comando dei Carabinieri guidato dall’attento Capitano Roberto Martina.

Piazza Dante - scale sagrato
Ph. Debora Borgese

In una città dove tutto sembra essere possibile, non ci troviamo però difronte a un furto – mai effettivamente denunciato alle autorità competenti – ma a uno strano caso. Un gioco di prestigio alla David Copperfield, le cui memorie per sciogliere ogni tesi costruita sul presunto misfatto passano tuttavia all’altro mondo con l’anima pia di Padre Zito, compianto custode di infinite verità cittadine, non solo di Piazza Dante.

Da un primo rilievo, è evidente che la scalinata è fortemente danneggiata e, su buona parte dei gradoni, la copertura è mancante. Dalle macchie di muschio e di umidità si può evincere con facilità che la rimozione sia riconducibile al passato. Qualche anno? Se di furto non si è trattato, l’ufficio preposto alla manutenzione potrebbe svelare l’arcano mistero con la tracciabilità dei lavori di rimozione per la sostituzione delle lastre, di fatto mai avvenuta.

L’uso del tempo verbale condizionale, a Catania, ha la meglio sulla grande disponibilità degli incaricati e dei funzionari incuriositi dalla segnalazione. Repentinamente si sono infatti attivati nel tentativo di tornare utili alla completezza delle informazioni. La digitalizzazione degli archivi è in vero talmente recente da non potere risalire all’anno esatto della rimozione delle lastre, che si potrebbe aggirare a circa una decina di anni fa.

Interventi di ripristino del sagrato incompleti: perché?

A giudicare dall’irregolarità dei gradoni dovuta, appunto, a varie fratture e alla mancanza di una copertura uniforme – perciò di dislivello – a cui si somma la vegetazione di muschio, il lato destro del sagrato è da considerarsi pericoloso per i più distratti. Purtroppo, nessuna transenna, nessun segnale di delimitazione e tanto meno un nastro segnalatore avvisa i passanti del pericolo.

Piazza Dante gradoni
Ph. Debora Borgese

Perché le lastre di copertura rimosse non sono state debitamente rimpiazzate sul lato destro del sagrato?

«Si tratta di gradini rotti che interessavano i lati sia a sinistra che a destra del sagrato», ammettono gli addetti alla Chiesa.

«Sul lato a sinistra del sagrato, i gradoni sono stati riparati attraverso dei fondi di manutenzione ordinaria che stiamo cercando di recuperare per l’altro lato. Ma questo è un problema che esiste da tantissimo tempo. Purtroppo Padre Zito è venuto a mancare, ma avrebbe potuto confermare questa situazione. Tra l’altro, si tratta di lastre particolari e non è facile eseguire questo genere di intervento molto costoso: non si può mettere il cemento».

Portare avanti un’indagine interna per risalire alla rimozione delle lastre danneggiate è anche impresa assai ardua perché Padre Zito non c’è più. Inoltre, la Chiesa di San Nicolò ha subito molti cambiamenti con un ricambio generazionale del personale, a detta di chi, con dovizia, si è messa a disposizione per rispondere ai nostri quesiti.

La Chiesa di San Nicolò, emergenze risolte passo dopo passo

«La Chiesa di San Nicolò ha bisogno di tante cose e si devono stabilire delle priorità. Padre Zito parecchie volte aveva segnalato ai Vigili del Fuoco questo problema ma forse non l’avranno ritenuta una situazione di estremo pericolo. Potremmo rifare oggi stesso una segnalazione anche sulla scorta del vostro avviso».

D’altra parte, sarebbe un provvedimento necessario. La Chiesa di San Nicolò è da qualche tempo aperta su due turni. In passato, invece, ci si lamentava che restava chiusa per carenza di personale. E mentre prima la Chiesa era poco visitata,  adesso si registrano migliaia di ingressi specialmente di turisti stranieri che lasciano commenti positivi alla Chiesa di San Nicolò e ai servizi offerti.

Intanto, il Presidente della I Municipalità, il dott. Paolo Fasanaro annuncia su facebook: “Oggi, dopo numerose richieste e solleciti, dalla direzione ecologia, è stato dato mandato agli uffici competenti di effettuare il servizio di potatura e di messa in sicurezza degli alberi presenti in Piazza Dante”.

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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