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Piano regolatore, Ugl: “Tempi rapidi per il rilancio del Porto di Catania”

Un confronto con le parti sociali sulla revisione del Piano regolatore del porto catanese ha permesso all’Ugl di Catania di fare il punto sulla situazione della “porta della città”.

«Come organizzazione sindacale abbiamo avuto modo di iniziare a studiare l’elaborato dell’Autorità di sistema del mare della Sicilia orientale. Un documento che riguarda nello specifico la struttura portuale di Catania», ha spiegato il segretario Musumeci.

Al porto serve un’identità ben definita

«Ai commissari presenti abbiamo esposto il nostro pensiero dal punto di vista dello sviluppo economico ed occupazionale. Il porto è una componente essenziale dell’economia della nostra area, a maggior ragione oggi che sta per partire la Zona economica speciale. Ci sono due aspetti però che abbiamo voluto evidenziare sin da subito. Quello della necessità di rendere concreta la pianificazione in tempi rapidi perché non è più possibile attendere, evitando che quanto progettato possa già diventare obsoleto a causa dei soliti ritardi decisionali ed operativi».

«Inoltre, ci è sembrato opportuno ribadire il principio che al nostro porto bisogna prima di tutto dare un’identità ben definita, poiché ancora adesso il caos regna sovrano. Non ci capisce infatti dove inizia e dove finisce la filiera legata alla marineria. Oppure il comparto della nautica da diporto o la cantieristica e le iniziative connesse, il trasporto merci, le sedi delle varie istituzioni lì insediate. Ma soprattutto l’attività commerciale e turistica».

Vocazione turistica ma non sfruttata pienamente

«È innegabile – aggiunge Musumeci – che la vocazione dell’area portuale di Catania, in prevalenza, è di tipo turistico. Tenuto conto della straordinaria vicinanza con i siti culturali del centro storico e la scarsa difficoltà a raggiungere, dallo stesso porto, le principali mete turistiche della provincia e del sud-est siciliano. In questo senso, diventa di fondamentale importanza il potenziamento dei servizi di accoglienza delle navi da crociera e dei diportisti. Di pari passo va il completamento delle opere per il trasporto marittimo di persone e merci».

«Mentre è opportuno spostare il residuo movimento container su Augusta. In questo senso, diventano non più procrastinabili la definizione dei diversi settori produttivi all’interno del porto. Eliminando dunque ogni genere di promiscuità, la costruzione della mantellata ed il recupero della nuova darsena, nonché la valorizzazione della passeggiata sul molo di levante».

Non bisogna perdere tempo per rilanciare il porto

«Siamo certi che a breve ci saranno nuove occasioni di dialogo, principalmente per trovare soluzioni utili a garanzia del lavoro e della crescita economica della città. –aggiunge il segretario territoriale Ugl – Catania, rispetto a molte altre realtà cittadine di pari livello, ha la fortuna di avere un porto a poche centinaia di metri dal centro. Inoltre si trova a pochi chilometri dalla Zona industriale e dall’aeroporto, nonché dagli assi viari».

«La rinascita di Catania viene anche dal mare, da sempre porta di Catania oltre che fonte di occupazione e progresso per i catanesi ed il territorio. Per questo motivo, noi come Ugl riteniamo che il Piano regolatore del porto possa essere un’occasione da non perdere e sfruttare con tempistiche certe, per recuperare il tempo fino ad oggi purtroppo perso».

E.G.

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Redazione

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