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#IoMiImpegno, la petizione dell’associazione Nike contro le dichiarazioni del ministro Bussetti

Vivere al Sud non è facile, non lo è mai stato. Neanche studiare e confrontarsi con il mondo del lavoro lo è. Proprio per questo motivo le parole del ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, arrivate alle orecchie di chi si impegna affinché l’evidente dislivello tra Nord e Sud si assottigli fino a sparire, hanno colpito più di uno schiaffo in pieno viso.

Forti sono state le dichiarazioni rilasciate dal ministro in occasione di una visita ad Afragola, a Napoli.  Chiestogli se servissero più fondi per colmare il gap tra le scuole del Nord e quelle del Meridione, Bussetti ha così risposto: «No, ci vuole l’impegno del Sud, vi dovete impegnare forte. Ci vuole lavoro e sacrificio».

Che il ministro nutra “pregiudizi di partito” è certo. Ma che siano convinzioni destinate a scontrarsi con una realtà ben diversa lo è altrettanto.

#IoMiImpegno: la petizione online indirizzata al ministro dell’Istruzione

L’Associazione Universitaria Nike ha deciso di rispondere con il famoso “lavoro e sacrificio” tanto lodato al ministro attraverso la petizione #IoMiImpegno. Obiettivo principale è ottenere “un’immediata inversione di marcia sul diritto allo studio, sulla formazione, sui servizi, sulle infrastrutture e sulle politiche del lavoro”. Il progetto, che conta già 20.225 adesioni, nasce da un forte senso di delusione sviluppato dagli studenti siciliani.

«Una tale dichiarazione la ritengo totalmente inaccettabile, oltre che ingiusta ed immeritata.È noto a tutti che vi siano cospicue differenze tra Nord e Sud. Ma parliamo in termini di fondi e di opportunità, non certo per mancanza di impegno o di sforzi. Un Ministro dell’istruzione, a prescindere dai retaggi dello schieramento da cui proviene, non può permettersi certe insinuazioni che offendono migliaia di cittadini tra studenti, docenti e personale», commenta Pietro Campolo Presidente dell’ Associazione Nike.

In una terra dove si lotta affinché i giovani possano coltivare le proprie conoscenze e competenze senza “emigrare al Nord”, le frasi del ministro Bussetti acquistano ancora maggior peso.

«Il dato più importante è la fuga di migliaia di giovani che ogni anno abbandonano la propria terra per continuare gli studi o lavorare al nord o all’estero.Per questo chiediamo una totale inversione di marcia e soprattutto un ministro che abbia il coraggio di difendere il diritto allo studio e che non avalli le discrepanze tra il nord e il sud», dichiara il coordinatore Giuseppe Trovato.

 

 

 

 

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