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Cronache

Peschereccio affondato a Malta, Micalizzi chiede un fondo per le vittime del mare

Lo scorso 4 maggio, nelle acque maltesi è affondato il Peschereccio “Zaira” appartenente alla marineria di Siracusa.  A perdere la vita nel tragico episodio Luciano Sapienza e Toumi Zakaria. Sulla vicenda si esprime Alfio Fabio Micalizzi in qualità di Presidente dell’A.P.M.P. Associazione Pescatori Marittimi Professionali. 

«Con la presente chiedo a tutte le massime autorità dello Stato di voler intervenire con il Governo Maltese al fine di poter provvedere al rimpatrio delle salme e accertare eventuali responsabilità civili e penali. Si chiede al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Presidente della Regione Siciliana di voler valutare l’istanza già protocollata da diversi anni riguardante l’istituzione di un Fondo per le Vittime del mare. Purtroppo si verificano tragedie di questo genere che toccano numerose famiglie di pescatori professionali che vanno a lavorare con contratto alla parte. Spesso quest’ultimi rischiano la vita in mare, portando alla fine a casa solo debiti e faticate enormi», si legge in una nota.

«Infatti la retribuzione è legata al pescato il quale a sua volta è legato al ripopolamento ittico, alle politiche di ripopolamento ittico assenti e non incisive alla riproduzione ittica. La nostra  è semplicemente una vera e propria pesca artigianale che viene effettuate con piccole e medie barche da pesca. La strage del peschereccio Zaira si è verificata in quanto il Comandante, viste le cattive condizioni meteo marine si era andata a mettere in riparo a Malta. Non rientrava a Siracusa, per paura di beccare un’ulteriore verbale per sconfinamento e eventuale blocco dell’attività».

I pescherecci locali legati a rigide direttive europee

«A tal proposito si chiede un riesame di tutte le norme regolamenti e leggi che prevedono gravi sanzioni per gli armatori di pescherecci che sconfinano per motivi legati al lavoro, al pescato, alla sicurezza. È assurdo ad esempio vedere come i pescatori maltesi possono girare in tutto il mare senza alcuna restrizione. I nostri invece devono subire direttive europee fortemente penalizzanti. Assistiamo impotenti ad una “distruzione programmata” del comparto pesca al fine di agevolare l’importazione del pescato. Perderemo entro poco tempo il pesce fresco locale che sarà pescato da altri nel nostro mare. Così i nostri cittadini utenti consumatori potranno solo comprare pesce africano, cinese, indiano, arabo. Chiediamo alla Politica di accendere i riflettori in difesa dei pescatori italiani e del pescato Made in Italy. L’ 80 % dei prodotti ittici consumati in Italia è tutto prodotto importato. Chiediamo aiuto e sostegno per le famiglie vittime del naufragio del Ziara», conclude Micalizzi.

E.G.

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Redazione

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