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Servivano pesce crudo non idoneo al consumo umano, sanzionati ristoranti per oltre 70mila euro

Sono stati sequestrati oltre due tonnellate di pesce spada, triglie sotto misura e tonno ritenuti non idonei al consumo umano. 

È l’esito dell’operazione della Guardia Costiera denominata “Red October” , effettuata nei territori della Sicilia orientale nel corso degli ultimi giorni. I controlli, che hanno interessato molti ristoranti cittadini e punti di sbarco,  hanno permesso di accertare, in più di un caso, la scarsa qualità dei prodotti venduti ai clienti. In alcuni casi, avveniva anche la commercializzazione della“trigliola”, un pesce di cui vendita è vietata.

Pesce non idoneo al consumo servito ai clienti

Inoltre, alla luce degli accertamenti è emerso un dato allarmante: infatti, in un ristorante le specie ittiche oggetto del sequestro, giudicate non idonee al consumo umano, una volta scongelate venivano servite anche crude ai poveri commensali.

I trasgressori sono stati sanzionati per un totale di  76.308 euro.  Sequestrati ben 2148 kg di prodotto ittico, spesso privo di tracciabilità.

In mare le Unità Navali della Guardia Costiera hanno svolto una serie di accertamenti sul naviglio peschereccio, consentendo di accertare in tre casi che l’unità svolgeva la “battuta” di pesca in un tratto di mare ben lontano dalla costa, oltre i limiti di navigabilità. Sequestrati 128 attrezzi da pesca non consentiti, nello specifico: rete da posta, utilizzata da pescatori sportivi per la cattura di pesce sotto-misura. In un caso è stato sottoposto a sanzione un soggetto che effettuava la navigazione oltre le sei miglia dalla costa senza essere in possesso della prevista patente nautica.

Gran parte del pescato privo di tracciabilità, che a seguito dei controlli è stato ritenuto idoneo al consumo umano, è stato donato in beneficienza. 

EG.

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Redazione

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