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Stupro Piazza Europa. Perversi e assillanti: la testimonianza di una 15enne

Stupro Piazza Europa. Perversi, assillanti e con un chiodo fisso: il sesso. Sono queste la caratteristiche che emergono dalle conversazioni inviateci in questi giorni da molte ragazze sui tre accusati di stupro ai danni di una 19enne americana.

I loro nomi sono argomento di discussione sui social, tra le chat di WhatsApp, nei bar, per le strade di una città come Catania, tanto grande per certi aspetti e troppa piccola per altri. Varie sono le opinioni delle persone, si apre il dibattito tra l’innocenza e la condanna. E al margine di questa vicenda di cronaca, c’è chi potrebbe essere definita tranquillamente una vittima mancata.

L’intervista

A parlare con la nostra redazione è una di queste ragazze. Lei ha 15 anni, ma all’epoca delle conversazioni ne 14, ed era poco più di una ragazzina.

Come hai conosciuto Roberto Mirabella e Agatino Spampinato?

«Agatino l’ho visto di sfuggita perché vive nel mio stesso paese. Mi aveva inviato una richiesta d’amicizia,  ho accettato e abbiamo parlato un po’. Mentre Roberto era un suo amico quindi ho accettato ingenuamente la richiesta. Ma parlandogli, come si può vedere dagli screen, ho capito subito che aveva secondi fini».

Avete mai concordato un incontro fisico?

«Si, Agatino mi chiedeva più volte di vederci. Io molte volte ho rifiutato. L’ultima volta che mi ha chiesto di vederci è stato la settimana scorsa. Non mi convinceva molto questo ragazzo.  Dopo un bel po’ che parlavamo, volevo accettare il suo invito, ma per fortuna non l’ho fatto. Agatino e io parlavamo molto fino ad una settimana fa circa. Mi cercava spesso per chiedermi appunto di uscire. Mi chiamava “bellezza” o “tesoro”, mi aveva anche inviato una sua foto senza maglietta. Io ho risposto solo con un pollice su perché onestamente mi importava ben poco. Avevo notato che era un tipo troppo diciamo “perverso”».

Che atteggiamenti perversi ti avevano colpito particolarmente?

«Quando parlavamo su WhatsApp, ma purtroppo non ho più la conversazione perché avevo un altro numero, mi diceva cose del tipo “sei una porca” oppure altri commenti ironici sempre basati sul sesso. A me questi discorsi davano fastidio: infatti dopo un po’ li ignoravo».

Dopo il grave episodio che li ha visti protagonisti come carnefici ai danni di quella ragazza, tu come ti senti?

«Mi sento un po’ in ansia. Penso che se magari avessi accettato una sua uscita, avrei potuto trovarmi al posto di quella ragazza. Provo molta rabbia nei confronti di Roberto e Agatino soprattutto per quello che le hanno fatto e per tutte le ragazze con cui hanno tentato un approccio».

I tuoi genitori sono a conoscenza di questo scambio di messaggi con i due ragazzi? Come hanno reagito dopo la notizia dello stupro?

«Quando ho letto la notizia dello stupro ero un po’ strana. Mia mamma aveva visto che i due ragazzi erano tra i miei amici su Facebook e mi ha detto subito di rimuoverli e bloccarli. Con questa scusa ho preso la palla in balzo e mi sono “liberata di un peso” raccontandole tutto. Successivamente l’ho detto anche a mio padre. Entrambi i miei genitori erano nervosi inizialmente. Poi mi hanno rassicurata dicendomi che mi proteggeranno se dovessero uscire, ma che devo stare attenta alle persone con cui faccio amicizia».

Cosa vorresti che le donne vengano tutelate affinché questi episodi scompaiano nella nostra società?

«Direi che principalmente devono stare attente loro, come devo farlo anche io. Secondariamente, è necessario informare subito genitori, amici ecc. Se ricevono dei messaggi spinti come questi. Ma credo anche che si debbano creare delle campagne per tutelarle e difenderle. Ormai la donna dovrebbe essere rispettata, cosa che ancora oggi non è chiara. Gli stessi ragazzi che hanno stuprato quella ragazza, l’8 marzo mettevano storie o post sulle donne e su come difenderle. Non ci possiamo fidare molto di chi conosciamo tramite social. Dobbiamo stare molto attente soprattutto quando ci pongono certe domande o ci fanno battutine, perché lo scopo finale si sa già quale sarà».

Quando seguiamo episodi di questo genere in televisione, sui giornali o sul web è facile come queste situazioni ci sembrino lontane dalla nostra quotidianità. Ma come ci si sente quando lo stupratore lo hai davanti in chat privata?

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