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Per Evitare il CRACK Banca Sviluppo Economico lancia un aumento di capitale

Per evitare di chiudere gli sportelli al pubblico la banca catanese lancia un aumento di capitale.

L’istituto di credito pubblicizza l’operazione come lo strumento atto a rendere più competitiva la banca in barba ai consumatori sprovveduti inconsapevoli che in realtà si tratta dell’ennesimo tentativo per cercare di restare a galla.

Le dinamiche dell’aumento di capitale la dicono lunga: il 4 novembre scorso l’annuncio della ricapitalizzazione per un totale di 15 milioni di euro, di cui 10 da raccogliersi entro la fine di quest’anno e la restante parte entro aprile del 2016. Si nota subito il grosso salto temporale che non fa altro che mettere in rilievo che per evitare l’imminente crack la banca ha subito bisogno di 10 milioni di euro.

Resta da vedersi ora se l’istituto di credito riuscirà a raccogliere i soldi necessari per restare in piedi. La Banca ha più volte lanciato altri aumenti di capitale ma senza successo, oggi l’ennesimo, velato questa volta da una nebbia che serve ad accecare i piccoli risparmiatori e gli investitori.

Il 2 aprile scorso il giudizio della società di revisione su banca sviluppo economico era disastroso.

La BDO di Napoli si lavava le mani, togliendosi ogni responsabilità, affermando nella sua relazione “non siamo in grado di esprimere un giudizio sul bilancio di esercizio di Banca Sviluppo Economico Spa al 31 dicembre 2013”.

Gli ultimi tre bilanci attestano perdite considerevoli tanto da comportarne la sua riduzione ai sensi del codice civile.

Con un capitale sociale di poco più di 6 milioni, la Banca ha concesso crediti per cassa per 41 milioni di euro.

La verità è che il piccolo istituto di credito catanese, ben collegato alla camera di commercio etnea, sembra più che altro una banca fondata da imprenditori per autofinanziarsi.

Fin da primi anni chi appariva nei vecchi consigli d’amministrazione della banca era al contempo debitore della stessa.

Oggi si tenta l’ennesimo necessario aumento di capitale da realizzarsi entro dicembre. Sapremo a gennaio gli esiti.

A gennaio, se non entrano 10 milioni in cassa, la banca sarà chiusa

 

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Fabiola Foti

36 anni, mamma di Adriano e Alessandro. Giornalista da 18 anni, può testimoniare il passaggio dell'informazione dal cartaceo al web e, in televisione, dall'analogico al digitale. Esperta in montaggio audio-video e in social, amante delle nuove tecnologie è convinta che il web, più che la fine dell'informazione come affermano i "giornalisti matusa", rappresenti una nuova frontiera da superare. Laureata in scienze giuridiche a Catania ha presentato una tesi in Diritto Ecclesiastico. Ha lavorato per: TRA, Rei Tv, Video Mediterraneo, TeleJonica, TirrenoSat, Giornale di Sicilia. Regista e conduttrice del format tv di approfondimento Viaggio Nella Realtà. Direttore di SudPress per due anni. Già responsabile Ufficio Stampa per Società degli Interporti Siciliani e Iterporti Italiani. Già responsabile Comunicazione e Social per due partiti. Attualmente addetto stampa del NurSind Catania, sindacato delle professioni infermieristiche. Fondatore della testata online L'Urlo.

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