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Pellegrino ritira la candidatura? Lui non vuol parlare

C’era una volta la quiete. Che intendesse candidarsi all’Ars Riccardo Pellegrino, consigliere comunale di Catania in quota Forza Italia, non era una novità. Sin dall’inizio dell’anno, quando nemmeno i precoci Cinquestelle si erano compattati su Giancarlo Cancelleri, il consigliere comunale campione di preferenze a San Cristoforo non nascondeva la sua intenzione: la corsa all’Assemblea Regionale Siciliana. Meno prevedibile, forse, la serie di colpi di tosse, brontolii allo stomaco e “inviti” che sarebbero arrivati dopo. E, soprattutto, che sono diventati sempre più incalzanti nell’ultimo periodo.

L’interrogativo adesso è uno: come finirà questo gioco delle sedie? Qualcuno, nella coalizione di centro-destra lo sta mettendo all’angolo? Pellegrino non risponde.

I rumors sono schizofrenici: da un lato, ci sarebbe una fetta di coalizione che non vorrebbe leggere il suo nome tra i candidati e, dall’altro, c’è chi si appella allo Stato di diritto.

Su un versante, c’è chi come l’avvocato Enrico Trantino si appella al “senso di opportunità” di Pellegrino chiedendogli un passo indietro per evitare di mettere in cattiva luce l’intero schieramento e, sull’altro, c’è lui. Riccardo Pellegrino. Che, allo stato di fatto, non ha alcun procedimento né indagine aperta a suo carico ma “semplicemente” una parentela che potrebbe suonare contraddittoria con il mantra “liste pulite” di Nello Musumeci

. A dirla tutta, il vero tallone d’Achille non sembra il processo a carico del fratello di Pellegrino per associazione di stampo mafioso. Ma la relazione della Commissione Regionale Antimafia in cui finì il nome del consigliere comunale.

Quello stesso organo presieduto da Nello Musumeci, ora candidato presidente alla Regione sostenuto da Forza Italia. Dunque, anche da Pellegrino. La candidatura del consigliere catanese è bersagliata da tutti i fronti. I pentastellati e gli “antimafia per eccellenza” di Fava ci marciano su (magari sperando di rosicchiare qualche voto).

Ma anche dall’interno della coalizione le parole al vetriolo non scarseggiano. Così, con tanto di manifesti elettorali disseminati per la città e un appuntamento previsto (?) per sabato con l’apertura ufficiale della sua campagna elettorale, la nebbia è ancora fitta e le risposte scarse. Nonostante la ferma volontà di candidarsi, ribadita diverse volte alla stampa, Pellegrino potrebbe fare dietro front? Abbiamo provato a chiederlo al diretto interessato che, però, è trincerato in un silenzio stampa.

Nei prossimi giorni, forse, conosceremo l’epilogo di questa vicenda: terminerà con l’inaugurazione della campagna elettorale o con “l’epurazione”?

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Redazione

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