Politica

Alla prima municipalità scontro tra i consiglieri Pd Ruffino e Strano

Scatta la contro-querela di Giuseppe Strano Capogruppo del PD della I Municipalità e Presidente della III Commissione Consiliare Permanente allo Sport, Spettacoli, Cultura e Mercati, nei confronti del consigliere Davide Ruffino consigliere  1° municipalità, per estorsione (art. 629 c.p.) e attentato contro i diritti politici del cittadino (art 294 c.p.).

I capi d’accusa vengono individuati a seguito di una querela avanzata da Ruffino verso Strano per ingiurie e minacce: in una chat privata riservata ai consiglieri di municipalità, Strano si sarebbe rivolto a Ruffino impiegando l’appellativo di «carcarazzo», rapace noto per l’abitudine di cibarsi, tra le altre cose, anche di carcasse di animali morti. Denuncia archiviata su disposizione del giudice Beatrice Cosentino il 3 marzo 2016 per insussistenza della notizia di reato in quanto “le espressioni usate e riportate in querela, sebbene poco urbane, appaiono da ricondurre ad una grossolana critica dell’attività politica, ma sono prive di intrinseca attitudine a generare un reale e concreto timore per il destinatario”.

Stando alle tesi del legale di Strano, l’avv. Nicola Luca Barbera, il consigliere Davide Ruffino, presidente della III Commissione Consiliare Permanente all’epoca dei fatti, avrebbe presentato l’esposto contro di lui per manovrare in proprio favore il rinnovo dei componenti delle commissioni consiliari della I Municipalità in seno alla nomina del consigliere Francesco Bassini alla circoscrizione, avvenuta tramite sentenza del TAR in sostituzione della vice presidente Tiziana Cucinotta, ed escludere la possibilità che il suo incarico potesse saltare nonostante gli accordi di rimpasto concordato con tutti i gruppi. Nel tentativo di mediazione intrapreso dalla segretaria del circolo del PD Adele Palazzo e dal Presidente della I Circoscrizione, Salvatore Romano, si apprendeva che il consigliere Ruffino era determinato a ritirare la denuncia solo in cambio delle dimissioni da consigliere circoscrizionale di Giuseppe Strano.

Secondo l’ipotesi configurativa, “tutto l’agere del Ruffino è stato ed era teleologicamente orientato a garantirsi, o comunque a ricercare, la Presidenza della III Commissione. In questa prospettiva la denuncia presentata dal Ruffino si rivela come il presupposto di un progetto con il quale lo stesso Ruffino avrebbe voluto costringere Giuseppe Strano, con la minaccia di un male ingiusto (la prosecuzione di una querela evidentemente infondata), alle dimissioni da consigliere”- si legge nell’esposto, in attesa dell’evolversi della vicenda.

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Redazione

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