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Paternò: il clan Assinnata fra omertà, inchini e cadute dal balcone – Paternò: i nomi dei 14 arrestati del clan ‘Assinnata’ – Video

Paternò: il clan Assinnata fra omertà, inchini e cadute dal balcone.

Stamattina alle ore 12:00 si è tenuta a Catania la conferenza relativa all’operazione “The End”.

Per la vicenda degli arresti rimandiamo all’articolo Paternò: i nomi  dei 14 arrestati del clan Assinnata.

Tornando alla conferenza: stamattina erano presenti il procuratore aggiunto della Repubblica Michelangelo Patanè, il sostituto procuratore Andrea Bonomo, Il maggiore Adolfo Angelosanto, comandante del Nucleo Investigativo del Comando di Catania e il capitano della Stazione dei Carabinieri di Paternò  Lorenzo Provenzano.

Nella conferenza il procuratore della Repubblica  ha riassunto in breve la vicenda: dal ritrovamento della tanica di benzina a Palermo, con conseguente denuncia, al business del clan Assinnata.

La famiglia degli Assinnata, elemento di spicco della mafia di Paternò, è giunta alla cronache nazionali grazie alla vicenda legata all’inchino di Santa Barbara (articolo Santa Barbara si inchina alla mafia).

La vicenda dell’inchino, che vide anche l’interessamento del programma satirico “Le Iene” (articolo  “Giulio Golia del programma Le Iene incontra il sindaco di Paternò Mauro Mangano: è scontro”) ha fatto sorgere discussioni: in breve molti cittadini fanno riferimento al fatto che l’inchino non è avvenuto il giorno della processione. Detto ciò va ricordato che la vicenda è avvenuta pur sempre nei giorni della festività e riguarda i cerei votivi, strutture che sicuramente hanno un innegabile valore religioso e sacro (per chi crede).

Un elemento dell’operazione “The End” riguarda il velo dell’omertà diffuso nel catanese, a Paternò nello specifico. Il clan Assinnata, infatti, opera a Paternò principalmente, eppure l’operazione si è sviluppata in seguito  alla denuncia fatta dal titolare di un cantiere di Palermo.

Inoltre, in seguito ad alcuni arresti per mafia, stavolta ad Adrano, alcuni utenti in passato hanno preso una  netta presa di posizione a favore degli arrestati (articolo “Arresti ad Adrano, sui social: tutti sbirri, fatevi i cazzi vostri“)

A tal proposito abbiamo chiesto al procuratore Patanè se il fenomeno dell’omertà trova una più ampia diffusione nella provincia di Catania. Il procuratore ha smentito seccamente la nostra ipotesi dicendo che il fenomeno omertoso è diffuso dappertutto in certi contesti. Il procuratore ha peraltro elogiato il ruolo associativo ricordando che a Biancavilla nei giorni scorsi nascerà uno sportello di Libera Impresa (articolo “Biancavilla: il 10 marzo apre uno sportello antimafia”). A tal proposito il dott. Patanè ha detto che il 10 marzo  sarà a Biancavilla per l’inaugurazione dello sportello ribadendo così  il suo interesse nei confronti delle realtà associative.

Fra un intervento e l’altro siamo riusciti anche a fare una domanda al sostituto procuratore Bonomo e al capitano Provenzano.

A Bonomo abbiamo chiesto se gli Assinnata sono diffusi anche nei comuni limitrofi, in particolare Santa Maria di Licodia e Ragalna. Alla domanda il magistrato ha risposto che ad oggi non ci sono state rilevazioni in tal senso.

Al capitano della Stazione dei carabinieri di Paternò Provenzano abbiamo fatto una domanda partendo da un recente fatto di cronaca. Il 5 febbraio un ragazzo cadde da un balcone di Paternò (articolo “Paternò: giovane di 26 anni cade dal balcone“), quel giovane era il figlio del boss Salvatore Assinnata.

La domanda che abbiamo fatto è secca:

Il figlio del boss di Salvatore Assinnata il 5 febbraio è caduto dal balcone.  Possiamo dire con certezza che si sia trattato di un incidente o ci sono indagini in corso?

Il capitano ha risposto che la caduta avvenne in seguito ad uno stato di alterazione psico-fisica del ragazzo, questo risulta negli atti, per cui l’ipotesi mafiosa è da escludere.

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