Cronache

Paternò, Iblamajor. La replica della Soprintendenza

A seguito dell’intervista rilasciata dal prof. Francesco Finocchiaro sull’incontro organizzato per coinvolgere la cittadinanza paternese al Piano Paesaggistico Regionale, la Soprintendenza replica inoltrando la relazione esplicativa sulle aree archeologiche e gli interventi di tutela del territorio.

La relazione della Soprintendenza

A partire dal 1994 sono state avviate da parte della Soprintendenza BB.CC.AA. di Catania delle campagne sistematiche di scavi presso la collina di San Marco, Monte Castellaccio, Poggio Cocola e l’Acropoli di Paternò. Altre ricerche sono state eseguite a cura del Comune di Paternò con la direzione scientifica della Soprintendenza preliminarmente a lavori pubblici di varia natura sulla Collina Storica e nel centro storico.

Queste indagini hanno messo in luce testimonianze relative a diversi momenti della vita del territorio.

I materiali provenienti dal ricco territorio di Paternò attraverso rinvenimenti sporadici, acquisti o campagne di scavo prima del 1994 sono conservati in gran parte presso il Museo Paolo Orsi di Siracusa e il Museo Archeologico di Adrano ma anche, in misura limitata, presso altre istituzioni museali.

I materiali archeologici rinvenuti nel corso delle ricerche effettuate a partire dal 1994 sono invece conservati presso depositi della Soprintendenza di Catania.
La presenza di un deposito ben organizzato ha reso possibile, anche grazie all’intervento di volontari, la pulitura e il restauro di una parte del numeroso materiale archeologico rinvenuto una selezione del quale è esposta presso il Museo Civico Gaetano Savasta ospitato nei locali dell’ex carcere borbonico.

Le indagini a San Marco hanno messo in luce resti di un insediamento preistorico databile all’età neolitica. Analisi non distruttive effettuate su alcuni frammenti (tra le prime del genere in Sicilia) hanno permesso di identificare le sostanza contenute nei vasi e comprendere che questi contenitori erano stati utilizzati per la trasformazioni di prodotti caseari.

Le ultime indagini effettuate nella collina di San Marco e in particolare il rinvenimento di una iscrizione plumbea sembrano finalmente gettare luce sulla presenza di una area di culto presso le Salinelle già presente nella tradizione antiquaria locale.

I siti indagati in questi anni e la loro presentazione presso il Museo Gaetano Savasta costituiscono un continuum temporale che li collega tra loro attraverso una sorte di ideale staffetta cronologica.
La collina di San Marco conserva le testimonianze relative alla preistoria, anche se ha restituito materiali pure di età greca e romana, l’insediamento su Monte Castellaccio documenta la protostoria e l’arrivo delle genti greche ma scompare alla fine del VI sec a. C. quando un centro urbano si stabilisce più ad ovest a Poggio Cocola.

La Collina Storica, infine, vede il pieno sviluppo di un centro abitato che rappresenta il nucleo dell’attuale città di Paternò. Gli splendidi materiali di età medievale e in particolare i bacini decorati costituiranno il nucleo di una mostra sulla Collina Storica che la Soprintendenza e il Comune presenteranno nei prossimi mesi.

I beni archeologici del territorio e le indagini effettuate sono stati oggetto di pubblicazioni scientifiche e presentazioni in convegni nazionali ed internazionali. In particolare molte attività con presentazioni al pubblico sono avvenute proprio a Paternò dove sin dal 1996 sono state effettuate numerosissime attività di promozione culturale e di didattica grazie anche alla disponibilità del Comune e di alcune associazioni di Volontariato come SiciliAntica.

La Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali, nell’attuazione della propria attività istituzionale, ha l’obiettivo della conservazione, valorizzazione e salvaguardia dei beni archeologici, del loro sistema di relazioni interne e della loro riqualificazione in rapporto con il contesto paesaggistico.

In dipendenza dei suddetti obiettivi può imporre, motivatamente, limitazioni dell’uso di tali aree.

Il piano paesistico regionale tutela ampiamente larghe aree del territorio note per rinvenimenti avvenuti nel passato comprese le aree oggetto delle indagini archeologiche condotte dalla Soprintendenza a San Marco, Poggio Cocola, e Monte Castellaccio che sono ulteriormente tutelate con puntuali vincoli notificati ai proprietari ai sensi dell’allora legge 1089/39 confluita nel D.L. 42- 2004.
La Collina storica oltre ad essere identificata nel suo insieme come area di interesse archeologico ai sensi dell’art.142 lettera m del D.L.42-2004 è anche tutelata paesaggisticamente con D.M. del 20.6.56 (convalidato con DPRS n. 4589 del 17.9.65).
Essa è inoltre centro storico e geosito di interesse nazionale (D.A. del 1/12/2012). Lo stesso decreto istituisce il geosito di rilevanza mondiale “Sistema delle Salinelle del Monte Etna – Area 1 Salinelle dei Cappuccini – Paternò” che è anche area di interesse archeologico tutelata ai sensi dell’art. 142 lett. m del D. Lgs. 42/2004.

A quest’area il Piano Paesaggistico attribuisce un alto livello di tutela in quanto, come area di recupero, sono consentiti solo interventi indirizzati alla riqualificazione, al ripristino e al restauro dei beni, dei valori paesaggistici e ambientali manomessi o degradati.

Nel Piano Paesaggistico degli Ambiti 8, 11, 12, 13, 14, 16, 17 ricadenti nella provincia di Catania recentemente adottato (D.A. n. 031/GAB del 3/10/2018) tutte le aree di interesse archeologico (comprese quelle che ricadono nel territorio di Paternò) sono soggette a particolare tutela. In tali aree gli interventi, che a qualunque titolo comportino scavi, devono essere eseguiti sotto il diretto controllo della Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali che può, qualora se ne verifichino le condizioni necessarie, avviare le procedure di tutela ai sensi degli artt. 10 e segg. del Codice.

I progetti delle opere da realizzare in tali aree sono soggetti ad autorizzazione della Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali ai sensi dell’art. 146 del Codice.

Si può pertanto concludere che il territorio di Paternò è sottoposto ad una opportuna tutela che, pur non limitando eccessivamente le attività pubbliche e private, nello stesso tempo garantisce una corretta salvaguardia dei beni culturali e in particolare di quelli archeologici che viene anche aggiornata con nuovi provvedimenti quando ritenuti necessari.

DB

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Redazione

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