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Parla Accorinti: “La cravatta? Limitazione della libertà di espressione”

“Questa mattina sono stato ricevuto a Roma in due ministeri, quello dell’Interno e quello dei Trasporti, e non avevo la cravatta! Sono stato anche dal Papa senza cravatta”. Il sindaco di Messina, Renato Accorinti, attualmente in trasferta romana, commenta così il rifiuto di farlo accedere nella sede dell’Ars durante la riunione del parlamento siciliano sui trasporti, perché – contrariamente a quanto prescritto dal regolamento dell’istituzione – sprovvisto di cravatta.

Un rifiuto che, secondo il primo cittadino della terza città siciliana, rappresenta una limitazione della libertà personale e di espressione oltre che “un fatto gravissimo che dimostra un’arroganza senza precedenti. Dietro a questo divieto, c’è palesemente un modo di fare violento per cui faccio formalmente richiesta di cancellazione di questa norma. È assurdo, una violazione assurda della libertà altrui. Mi chiedo cosa accade quando si presenta una persona di una cultura diversa con il turbante, con abiti tradizionali o il pontefice stesso”.

Un’istituzione irremovibile dal punto di vista del codice di abbigliamento ma che vanta nelle proprie fila personaggi molto meno irreprensibili dal punto di vista della fedina penale. “Come sempre si guarda la pagliuzza nell’occhio dell’altro ma non si vede la trave nel proprio”, commenta il primo cittadino messinese che tracciando un bilancio del proprio mandato dal 24 giugno del 2013, giorno della propria elezione, racconta una Messina che cambia ma che ancora si scontra con vecchi sistemi di potere e di interesse.

“Eleggere una persona come me era impensabile. Quando abbiamo intrapreso quest’avventura sapevamo bene che sarebbe stato più facile volare che vincere con una lista di 38 persone contro una lista con otto partiti che ai comizi sfoggiava anche parlmentari e personaggi illustri”. Una vittoria non scontata ma che viene guardata ancor oggi come “esempio di buona politica, di forza e determinazione. Un pezzo alla volta, la cittadinanza ha capito che quello che stavamo portando avanti non era solo un sogno ma anche un progetto convincente e condivisibile”.

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Redazione

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