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Paolino Mangano non è la Sinistra. La replica a L’Urlo e la risposta di Basilio Orfila

La replica del coordinatore che ha ritirato le dimissioni precedentemente avanzate Paolino Mangano (ART1- MDP) e la risposta di Basilio Orfila

Riceviamo e pubblichiamo la replica di Paolino Mangano all’articolo «Contrordine, compagni!» Paolino Mangano si dimette e la sinistra appoggia Emiliano Abramo pubblicato in mattinata, carica di insinuazioni, a tratti farneticanti, atte a ledere la professionalità della scrivente e dei collaboratori della nostra testata, nonché l’onorabilità del nostro giornale, smentite  tra l’altro dal comunicato diramato da Basilio Orfila, ex candidato sindaco ed esponente di peso di ART1 – MDP.

“Ancora una volta, e ne sentivamo la mancanza, il corrispondente de l’Urlo all’interno di Art.1 – scrive Paolino Mangano – ha distorto l’andamento del dibattito e le relative conclusioni dell’assemblea.” Ci teniamo a fare presente a Paolino Mangano che nessun “corrispondente” della nostra testata si trovava alla riunione di ieri sera. A parlare con L’Urlo i militanti presenti alla riunione.
“Da parte di alcuni compagni – continua Mangano – è stato chiesto al coordinatore provinciale di ritirare le dimissioni. Il coordinatore ha chiarito che le dimissioni non erano state date per stizza o nervosismo o reazione all’approvazione di un ordine del giorno che cambiava la linea già stabilita ma semplicemente perché riteneva di non potere essere ‘un uomo per tutte le stagioni’ e che quindi altri avrebbero dovuto portare avanti la nuova linea. Fatto questo chiarimento e dopo la dichiarazione del ritiro dell’o.d.g. approvato sono venute meno le ragioni serie delle dimissioni che quindi sono state revocate. Tutto il resto dell’articolo sono illazioni del corrispondente infiltrato.” Da corrispondente a infiltrato: poveri militanti declassati, senza lode né gloria.

“Non c’è nessun appoggio ad Abramo e nessun sostegno a nessun candidato unitario (Failla-Castorina-Notarbartolo) Rispettiamo le scelte che altri hanno fatto ma non coinvolgono Art.1 MDP.”, specifica Mangano. Ma è chiaro che il nostro articolo non lo ha neppure letto o magari il signor Paolino Mangano si è convinto di rappresentare tutta la Sinistra, compresa l’associazione Centopassi, LeU, Sinistra Italiana e Possibile.
“All’interno di questo movimento (ART1 – MDP, n.d.r.) non esistono ‘manganiani’ ‘castelliani’ ne tanto meno ‘faviani’ ma solo compagne e compagni che tentano di costruire insieme una nuova forza della sinistra. Sarebbe strano che molti i noi, che hanno lasciato il pd delle ‘putie’, si dedicassero alla costruzione di nuove putie.”: con quest’ultima affermazione Paolino Mangano nega l’esistenza di correnti interne e l’esistenza stessa di altri movimenti affini. Ma non ne sarebbero tanto convinti i militanti dell’area di sinistra a Catania e i loro principali esponenti. E conclude:
“P.S. Invito il famoso corrispondente a pretendere dal titolista un po’ più di originalità.”

Chiaramente la stizza del coordinatore di ART1 – MDP c’è. E si ribadisce: Paolino Mangano non è la Sinistra! Un comunicato stampa di Marcello Failla, coordinatore di Sinistra Italiana, pubblicato nei giorni scorsi sulla nostra testata parla chiaro. La presenza dello stesso insieme a quella del vicesindaco di Acicastello Paolo Castorina alla presentazione del programma di Emiliano Abramo svoltasi ieri sera, indica in modo inequivocabile lo scenario tracciato nel nostro articolo.

Anche Basilio Orfila lamenta il malessere a seguito della riunione che si è svolta ieri sera, smentendo puntualmente Paolino Mangano e confermando indirettamente il contenuto del nostro articolo.

Pubblichiamo perciò il comunicato stampa di Basilio Orfila integralmente.

CHI STA UCCIDENDO LA SINISTRA?

Questa sera 2 maggio Art. Uno Mdp ha dimostrato la propria incapacità di saper cambiare e far tesoro degli errori fin qui commessi. L’assemblea che vedeva il coordinamento provvisorio dimissionario si è tramutata in una pantomima che ha il sapore dell’inganno e della beffa. L’assemblea che doveva essere la fase preparatoria, propedeutica al prossimo appuntamento del 12 maggio a Roma si è conclusa drammaticamente con un niente di fatto portando le lancette dell’orologio, nel merito e nei contenuti, indietro e precisamente al fatidico 11 aprile nel quale il coordinatore provvisorio senza che nessuno le avesse chieste rassegnava le proprie dimissioni perché l’assemblea aveva deliberato di dare al coordinamento un mandato perlustrativo nella realtà politica di Catania nell’approssimarsi della scadenza elettorale, allargando la forbice che estendesse il campo d’azione non solo verso quelle forse che già facevano parte dei sodalizi delle ultime campagne elettorali ma anche verso quelle aree di cattolicesimo impegnato e dell’associazionismo. Rimettendo indietro le lancette dell’orologio e con l’imminente scadenza elettorale abbiamo dato corpo e voce all’inutilità della nostra azione.

Diciamoci la verità Art. Uno Mdp a Catania è già morto e il responsabile ha un nome.

Doveva essere un coordinamento provvisorio in attesa della nascita del nuovo partito della sinistra.

Il traghettatore.

In effetti lo è stato ma è stato un “caronte” che ci ha trasportato nell’averno.

Nessuna analisi, nessuna autocritica… nessun dubbio.

Personalmente ho chiesto che l’Assemblea si facesse carico di una mozione unitaria che nella prospettiva di quanto ci chiedeva il Comitato Nazionale e cioè di lanciare una fase costituente prima del 12 maggio e si procedesse alla “legittimazione degli organi dirigenti” fino adesso provvisori con spirito inclusivo ed aperto. Affrontando collegialmente la nuova sfida organizzativa per potersi riconoscere tutti e nel rispetto di tutti. Così non è stato, è stata negata, invece, con la mistificazione, l’evidenza per nascondere le proprie responsabilità.

Una sinistra incapace di uscire dal guado in cui ci siamo arenati e che rifiuta immotivatamente l’unica ciambella che gli viene lanciata dai Cento Passi di Claudio Fava è una sinistra che vuole suicidarsi.

Un errore e un limite non partecipare alle elezioni amministrative. Se il limite è dovuto alle difficoltà oggettive di non poter mettere insieme un gruppo per affrontare le elezioni è una cosa ma se invece non partecipi per il mancato impegno o per incapacità organizzativa è un errore politico enorme e che ti si ritorcerà contro molto presto. Con quale credibilità potrai avanzare proposte o critiche all’Amministrazione in carica se non vi è stata mai in campo una tua proposta?

Qualcuno pensa che ci si presenti all’elettorato alla fine di un percorso ma è vero il contrario, perché questo può valere per chi ha governato e non per un nuovo movimento che ha bisogno di far conoscere la propria proposta di governo e su quella base vigilare sull’attività amministrativa. Si tratta di credibilità.

Il senso di responsabilità alla fine mi ha portato a non mettere ai voti la mozione con la proposta di una fase organizzativa con tempi stabiliti, anche se poteva risultare vincente in modo risicato ma, sarebbe stato lo stesso lacerante e dividente. Per questo chiediamo a chi questa sera ha scelto di far finta di niente di comportarsi con altrettanta responsabilità, prendendo atto del problema e facendosi carico delle sorti di Art. Uno catanese.

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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