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Palermo: finse attentato, il governo lo espelle, ma gli attivisti lo difendono

Palermo: Nei giorni scorsi uno studente marocchino ha finto un falso attentato, creando forte panico fra i colleghi. 

Molti attivisti però e anche molti studenti hanno firmato una petizione per chiedere che lo studente non venga espulso dall’Italia.

Sono tanti gli attivisti e non che hanno deciso di sostenere  HRYO Human Rights Youth Organization ONG che si sta abbattendo affinché il ragazzo non venga espulso dall’Italia. 

Va detto che non sono mancate le polemiche ad esempio Domenico ha scritto che il ragazzo potrebbe essere curato anche all’estero, anche perché il ragazzo va tutelato, ma va tutelata anche la serenità degli altri studenti.

“Che procedere all’espulsione potrebbe avvicinare il ragazzo a nuclei terroristici è un’ipotesi di fantasia possibile tanto quanto, se non meno, di quella che vede il ragazzo ripetere ciò che ha fatto domenica scorsa. Il ragazzo è entrato in una mensa universitaria vaneggiando minacce di morte e strani discorsi religiosi. Aveva con sé uno zaino strapieno ed una scatolina scura in mano, cose che hanno fatto pensare alla possibilità che trasportasse un ordigno esplosivo. In seguito a ciò, sono state evacuate la mensa ed il pensionato studentesco adiacente alla stessa prima che intervenissero vigilanza, polizia e artificieri. inoltre, dopo che l’allarme fosse rientrato, molti ragazzi hanno preferito non passare la notte allo studentato perché impauriti da quanto accaduto. Scrivere che il ragazzo “aveva dato segni di squilibrio generando allarme, subito rientrato” mi sembra un po’ riduttivo. Sicuramente vanno tutelati i diritti del ragazzo che, va detto, ha messo in repentaglio anzitutto la sua stessa vita (in quanto sarebbe potuto essere vittima di qualche gesto impulsivo dei presenti spaventati o delle forze dell’ordine) ma certamente va tutelata anche la serenità degli studenti e dei loro cari. Oltretutto, per quanto mi è dato sapere, il Marocco è uno Stato di diritto dove non ci sono situazioni che implichino violazioni dei diritti umani tali da poter rappresentare una minaccia alla vita di un normale cittadino; per cui il ragazzo potrebbe continuare le cure anche lì e tornare se e quando guarito.”

Questo il comunicato scritto dall’attivista Francesco Lo Cascio, portavoce della Consulta per la Pace, la Nonviolenza, i Diritti umani. del Comune di Palermo.

“”Condanniamo con forza la scelta del governo di espellere un giovane marocchino, affetto da patologia psichiatrica, e chiediamo che continui ad essergli garantito il diritto alla salute”. Lo afferma Francesco Lo Cascio, portavoce della Consulta per la Pace, la Nonviolenza, i Diritti umani. del Comune di Palermo commentando il trasferimento in un Cie di un ragazzo, originario del Marocco, che qualche giorno fa aveva dato segni di squilibrio nella mensa universitaria generando allarme, subito rientrato, fra gli studenti. “Parliamo di una persona – prosegue Lo Cascio – affetta da patologia psichiatrica. Condividiamo in questo senso l’appello e i timori che in queste ore sono stati diffusi anche attraverso i social: procedere all’immediata espulsione non farebbe altro che peggiorare le condizioni psico-fisiche di questo giovane, rischiando inoltre di incentivarlo all’effettivo avvicinamento a potenziali nuclei terroristici che potrebbero sfruttare la sua patologia a favore dei loro scopi. Nella denuncia mi unisco a Marco Farina presidente di HRYO Human Rights Youth Organization ( ONG del comitato promotrice della consulta) e vicepresidente del Mir Palermo”.

 

Se è vero che lo studente che finse l’attentato soffre di disturbi psichiatrici è altrettanto vero che taluni attentati sono stati realizzati proprio da persone che soffrono di disturbi psicotici.

 

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Redazione

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