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Palazzo Giustizia: stasera alle 22 evento per sostenere Fiammetta Borsellino

Questa sera alle ore 22 davanti il Palazzo di Giustizia di Catania evento organizzato dal Partito Radicale a sostegno della ricerca della verità sulla morte di Paolo Borsellino dopo le recenti dichiarazioni della figlia Fiammetta.

«Abbiamo avuto un balordo della Guadagna come pentito fasullo e una Procura massonica guidata all’epoca da Gianni Tinebra che è morto, ma dove c’erano Annamaria Palma, Carmelo Petralia, Nino Di Matteo…».

Lo dice Fiammetta Borsellino, 44 anni, ultimogenita del magistrato Paolo, ucciso nella strage di via D’Amelio 25 anni fa, in un’intervista al Corriere della Sera. «Venticinque anni di schifezze e menzogne. All’Antimafia consegnerò inconfutabili atti processuali dai quali si evincono le manovre per occultare la verità sulla trama di via D’Amelio».

«Ai magistrati in servizio dopo la strage di Capaci – continua Fiammetta Borsellino – rimprovero di non aver sentito mio padre nonostante avesse detto di voler parlare con loro. Dopo via D’Amelio riconsegnata dal questore La Barbera la borsa di mio padre pur senza l’agenda rossa, non hanno nemmeno disposto l’esame del DNA. Non furono adottate le più elementari procedure sulla scena del crimine. Il dovere di chi investigava era di non alterare i luoghi del delitto. Ma su via D’Amelio passò la mandria di bufali».

«Nessuno si fa vivo con noi. Non ci frequenta più nessuno, magistrati o poliziotti. Si sono dileguati tutti. Le persone oggi a noi vicine le abbiamo incontrate dopo il ’92. Nessuno di quelli che si professavano amici ha ritenuto di darci spiegazioni anche dal punto di vista morale», aggiunge ancora Fiammetta Borsellino.

E a proposito del suo intervento in TV da Fabio Fazio: «Dopo la mia esternazione non c’è stato un cane che mi abbia stretto la mano. Fatta eccezione per alcuni studenti napoletani e Antonio Vullo, l’agente sopravvissuto in via D’Amelio. Grande la sensibilità di Fazio. Ma nelle due ore successive mi sono seduta e ho ascoltato. Non sono Grasso che arriva, fa l’intervento e va».

Infine, le parole dette da Fiammetta Borsellino al termine dell’audizione all’Antimafia parlando dei depistaggi delle indagini sull’attentato in cui morì suo padre: «Chiedo scusa, anche pubblicamente e anche per conto di chi non l’ha fatto e avrebbe dovuto, per uno dei più colossali errori giudiziari commessi. Chiedo scusa a innocenti che sono stati condannati all’ergastolo».

 

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Redazione

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