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Palazzo dei Minoriti deturpato

Ecco come recuperare una buona percentuale di bellezza oggi sottratta dai climatizzatori

Palazzo dei Minoriti, il chiostro tardo barocco è deturpato dai condizionatori. Purtroppo, non è il solo edificio storico nella città di Catania a sfuggire le regole fondamentali in materia di decoro architettonico. Tuttavia, essendo Palazzo dei Minoriti di proprietà della Provincia Regionale di Catania e sede della Prefettura, il rispetto per le normative vigenti dovrebbe essere garantito.

Palazzo dei Minoriti e la violazione del Codice dei Beni Culturali

Un pugno in un occhio. Quei condizionatori, tanto cari ai dipendenti che nessuno vorrebbe mai vedere soffrire, deturpano la bellezza e la storia custodita fuori e dentro le mura del palazzo.

Palazzo dei Minoriti Chiostro

I Chierci Regolari Minori si stabilirono a Catania nel 1628. Il terremoto che interessò l’intera Sicilia orientale nel 1693 rase al suolo il convento, ricostruito nel Settecento con la direzione dei lavori dell’architetto Francesco Battaglia. Con non poche difficoltà, i Minoriti riottennero l’edificio fino al 1866, anno in cui passò alla nascente Amministrazione provinciale di Catania che ne alterò la struttura deturpandola per ampliarla con nuovi vani.

Nel 1943 un bombardamento durante la Seconda Guerra Mondiale danneggiò l’edificio. Ricostruito negli anni ’50, con i lavori degli anni ’60 il plesso venne ulteriormente ampliato. Solamente negli anni ’90 ritornerà al progetto pressoché originale.

Uno degli elementi più significativi dell’edificio è il chiostro utilizzato dai Chierici per vendere al popolo le proprie produzioni, oggi location per mostre ed esposizioni. Ed è proprio sul cortile adiacente al Chiostro che si affaccia un numero considerevole di condizionatori incastonati sulla facciata del palazzo visibilmente fatiscente.

Eppure, il Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 “Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137” dovrebbe essere valido anche nella città di Catania. E, a maggior ragione, lo dovrebbe essere nei luoghi istituzionali come a Palazzo dei Minoriti dove paradossalmente vediamo rifuggire il rispetto delle normative vigenti.

Palazzo dei Minoriti DL 42/2004

Perché accade tutto questo, non ci è dato sapere. Certo è invece l’atteggiamento strafottente che potrebbe al contrario essere superato con dei banalissimi accorgimenti atti a conferire quel minimo decoro all’edificio necessario in un’area particolarmente fruita, specialmente durante le festività.

Soluzioni alternative.

Anzitutto, sarebbe preferibile l’installazione di impianti a espansione diretta, cioè sistemi che sfruttano il passaggio di stato di specifici fluidi frigoriferi per sottrarre o cedere calore all’ambiente. Per preservare le facciate degli edifici storici, le opzioni possono essere due: speciali unità motocondensanti a scomparsa o sistemi monoblocco.

In entrambi i casi, l’occultamento delle unità esterne è garantito attraverso l’istallazione di piccole griglie che possono essere mimetizzate con il colore della facciata stessa, ottimizzando così l’integrazione architettonica dei condizionatori.

Se tale misura venisse resa obbligatoria negli edifici storici sia pubblici che privati –  sebbene sia sottintesa nel DL 42/2004 – nella città di Catania riusciremmo a recuperare una buona percentuale di bellezza, oggi sottratta da questi aggeggi infernali.

Palazzo dei Minoriti riuscirà a dare il buon esempio?

Palazzo dei Minoriti - esempio integrazione architettonica
Ph. Stille Group

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".
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