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Pako Tosto evade dai domiciliari

Accusato di stalking e molestie il giudice ha autorizzato le esibizioni del batterista.

Pako Tosto evade dai domiciliari. “Ma perché era ai domiciliari?”, è la domanda che tanti musicisti, addetti ai lavori e fruitori di musica dal vivo si stanno ponendo da qualche ora a Catania.

Ecco perché Pako Tosto si trovava ai domiciliari

Fari puntati sul batterista dall’accento marcatamente napoletano, e non per le prodezze delle sue bacchette su cassa e rullante. Si tratta invece della lampada del comando dei Carabinieri di San Giovanni La Punta che sabato scorso ha colto in flagranza Pako Tosto.

Da un paio di settimane circa, Pako si trovava ai domiciliari per stalking nei confronti di una vecchia fiamma.

Nonostante la misura disposta dal Tribunale di Catania, il giudice ha autorizzato il musicista a suonare nelle date fissate precedentemente all’arresto. Ma sabato sera all’Ikebana, Pako era andato a divertirsi con gli amici sfidando il fato che gli è stato avverso per l’arguzia dei carabinieri.

I Carabinieri, infatti, avevano notato la sua vettura nel parcheggio della discoteca. Per ragioni di sicurezza favorevoli anche a tutela dell’immagine del locale e dei titolari, nonché della spensieratezza di quanti si trovavano all’interno, adottano un perspicace stratagemma.

Una pattuglia raggiunge l’abitazione di Pako Tosto. La madre risponde che il figlio, a seguito di un malore, non si trovava in casa perché in cerca di cure mediche. Come previsto dai Carabinieri, la madre avvisa telefonicamente Pako Tosto che, uscendo immediatamente dalla discoteca, ha trovato i Carabinieri a fermarlo.

Ammesso al rito per direttissima, si trova ricollocato agli arresti domiciliari con l’obbligo a indossare il braccialetto elettronico.

 

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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