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Pagamenti di Garanzia Giovani in ritardo e c’è chi ancora non ha visto un euro

Hanno iniziato a Maggio e ancora non hanno ricevuto un euro. Il progetto Garanzia Giovani in Sicilia mostra le falle di un sistema malato, di comparti che non dialogano tra loro, di promesse non mantenute e di speranze deluse. L’assessore Caruso rimpalla le responsabilità all’INPS, ma intanto i soldi non arrivano. 

Di Vincenzo Barbagallo e Maurizio Zoppi

In Sicilia già l’anno passato ci avevano provato con il “piano giovani” sfociato in una orribile figuraccia con portale per le iscrizioni irraggiungibile e gare annullate. Promesse e poi ripromesse mai mantenute. Era l’epoca dell’assessore Nelli Scilabra, poi dimessasi qualche mese dopo. In questa epoca, poco più di un anno più tardi è il momento di “Garanzia Giovani” dove per la Sicilia sono stati stanziati 178.821.388 euro, “in particolare – si legge nel sito del programma – 42 milioni di euro sono destinati all’accoglienza, 56 milioni finanziano la formazione, 15 milioni di euro i progetti di apprendistato, 10 milioni i tirocini. La Regione destina anche una quota consistente (circa 20 milioni di euro) all’autoimpiego per dare spazio a giovani con ambiziosi progetti imprenditoriali”.

178.821.388 euro

Molti delusi ed esclusi dal Piano Giovani si sono rivolti al Garanzia Giovani che attiva dei tirocini remunerati con una tantum di 500 euro al mese per 6 mesi, in caso di assunzione con rapporto di lavoro subordinato alla conclusione del tirocinio, il datore di lavoro potrà ricevere un incentivo economico.

Di questi molti, in tanti non hanno ricevuto ancora un euro, nonostante il tirocinio sia in corso o addirittura stia per finire. E’ così che qualcuno di questi ragazzi ha scritto al Presidente della Regione Rosario Crocetta, mentre altri hanno lanciato una campagna social con l’hashtag #nonvedoimieisoldi

Le storie sono tutte simili e si intrecciano da Catania a Palermo. Le mail di protesta e di richiesta di chiarimenti sono moltissime, alcune ci sono state girate dai nostri lettori. Più o meno recitano tutte quello che ha scritto Sebastiano dalla provincia di Catania.

Vi scrivo perchè ho necessità e bisogno di chiarimenti in merito al caso Garanzia Giovani.
Sono un tirocinante, e come tanti (troppi) miei colleghi non ho mai visto il becco di un quattrino, quella che altresì io chiamo “gratificazione”.
Per accedere e partecipare a questo tirocinio ho rinunciato a diverse altre offerte, non per ultima la possibilità di prendere parte ad un progetto Leonardo.
Volevo realmente cambiare lavoro, ma adesso mi ritrovo senza quel rimborso che mi dovrebbe consentire di presentarmi ogni mattina in ufficio.
Da cittadino desidero ed esigo che i politici di questa regione si pronuncino in merito all’ennesimo disastro burocratico e prendano in mano la situazione, con lo stesso ardore espresso in campagna elettorale.
Un ultimo appunto: stamane ho chiamato decine e decine di volte il vostro numero verde
sono sbigottito dal fatto che non ci sia nemmeno uno straccio di segreteria automatica
che indichi per lo meno se l’attesa è vana o meno.
Stessa sorte anche per Francesco da Palermo
Sono molto deluso perche pensavo che a 21 anni potevo avere una possibilità per entrare nel mondo del lavoro. Invece, come al solito, qui in Sicilia ci riempono di promesse mai mantenute.
Gli fa eco anche Daniele sempre nel palermitano
Più che garanzia giovani è sfruttamento giovani! Spendi soldi per andare a lavorare tra benzina e attrezzatura (io da bagnino ho comprato baywatch, casco, maglie e fischietto) e dei 500€ promessi, al mese neanche l’ombra.
A confermare questi ritardi nei pagamenti anche alcuni imprenditori, come nel caso di Manuela che ha due tirocinanti che ancora non hanno ricevuto alcun pagamento dall’Inps.
Tanti si sono rivolti agli uffici della regione e lo abbiamo fatto anche noi, prima fingendoci tirocinanti e siamo stati prontamente rimpallati da un ufficio all’altro senza alcuna soluzione, poi come giornalisti contattando l’assessore regionale alle politiche sociali e alla famiglia Caruso che non garantisce una data in particolare per i pagamenti, ma assicura che tutti saranno pagati e rimpalla le responsabilità all’Inps e al programma di gestione che è nuovo.  
Continueremo a seguire la vicenda.

Di Vincenzo Barbagallo e Maurizio Zoppi

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Redazione

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