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Otto gli italiani morti sul volo precipitato in Etiopia: ecco chi sono

Ieri, intorno alle 08,44 locali, l’aereo Boeing 737 dell’Ethiopian Airlines è precipitato dopo appena sei minuti dal decollo dall’aeroporto di Bole, tra Addis Abeba e Nairobi. Le cause dello schianto sono al momento ignote, ma l’amministratore delegato della compagnia dichiara come il mezzo fosse completamente nuovo.

Il pilota, inoltre, pare che avesse chiesto e ottenuto l’autorizzazione ad effettuare un atterraggio di emergenza dopo essersi accorto di un problema di natura ancora sconosciuta.

157 vittime tra cui otto italiani

A perdere la vita nello schianto 157 persone, tra cui l’assessore regionale ai Beni Culturale e archeologo di fama mondiale Sebastiano TusaL’amministratore regionale era diretto a Malindi, in Kenya dove avrebbe dovuto partecipare ad una conferenza internazionale promossa dall’Unesco grazie alle sue immense competenze nel campo dell’archeologia marina. 

«Aspettavo una telefonata da Sebastiano, mi aveva detto che avrebbe chiamato non appena atterrato a Nairobi. Ma quella telefonata non arrivava», ha dichiarato la moglie dell’archeologo Valeria Patrizia Li Vigni.

Escluso Susa, sono sette gli italiani a bordo del Boeing 737 deceduti ieri. Le vittime sono Paolo Dieci, Carlo Spini, Gabriella Vigiani, Virginia Chimenti, Maria Pilar Buzzetti, Matteo Ravasio e Rosemary Mumbi.

I nomi

Paolo Dieci 58 anni, romano, era presidente di un’associazione di coordinamento consortile, la ong Cisp e rete LinK 2007, la quale contiene ben 14 tra le più ong italiane. Tra queste Cesvi, Cisp, Coopi, Cosv, Gvc, Icu, Intersos, Lvia, Medici con l’Africa Cuamm, Ccm, Elis, World Friendss, Ciai e Amref.  L’uomo era diretto in Somalia per prendere visione di alcuni progetti che “Il Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli” stava realizzando nella zona.

Vi sono poi Carlo Spini, 75 anni, medico originario di San Sepolcro ad Arezzo, viaggiava con la moglie Gabriella VigianiMatteo Ravasio, 52 anni. I tre erano, rispettivamente presidente, collaboratrice e tesoriere della Onlus di Bergamo “Africa Tremila”. Si trovavano sul volo per raggiungere l’ospedale che stavano costruendo a Juba, in Sud Sudan. Lo step finale era l’installazione delle strumentazioni e di alcuni macchinari nella struttura sanitaria: l’ospedale sarebbe stato inaugurato a marzo.

Rosemary Mumbi, Maria Pilar Buzzetti 30 anni,  e Virginia Chimenti 26 anni, erano attive nel World Food Programme. Le ultime due, inoltre, abitavano a Roma e lavoravano per il World Food Programme dell’Onu. Le ragazze si stavano recando a Nairobi, dove avrebbero preso parte ad una conferenza sul clima organizzata dall’Onu.

E.G.

 

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Redazione

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