fbpx
CulturaLifeStyleNews in evidenzaTeatro

L’ossessione di una morale contemporanea

Tutto esaurito alla prima replica catanese al Teatro Coppola per la rassegna Aritmine di uno spettacolo che dal 2012 miete riconoscimenti internazionali. LA MERDA di Cristian Ceresoli è il racconto di una ossessione ancora una volta capace di attirare l’attenzione di un pubblico affamato di innovazione teatrale, che ha premiato la serata con ben quattro chiamate alla ribalta e una (quasi) standing ovation.

17425834_1287923884576556_4424812760894933790_nIl teatro italiano di certo non è nuovo a esperimenti drammaturgici di una certa forza e impatto visivo. Che sia una donna nuda su uno sgabello piuttosto alto a recitare un monologo potrebbe già essere una idea sperimentata dagli anni settanta in poi. Quello che fa la differenza però è la forza di uno spettacolo pluripremiato e dall’incredibile successo di critica internazionale, quale è La Merda.

Tutto gioca su due elementi che da soli bastano a dare forma e vigore, ovvero un testo forte, provocatorio, repellente se vogliamo, quello di Cristian Ceresoli, e la capacità attoriale prorompente di una attrice, Silvia Gallerano.

Silvia Gallerano si presenta al pubblico completamente nuda e rimane tale fino alla fine, accennando movimenti ora flebili e confusi ora potenti e spregiudicati incarnando l’esperienza di un personaggio insicuro, ossessionato, convinto, in bilico (sul suo sgabello) tra passato, ricordo di un qualche possibile futuro e l’ossessione della fama come bisogno di riscatto verso una natura che l’ha voluta piccola e dalle cosce grasse.

17499460_1293165577385720_8457519155258815715_nUna carrellata di personaggi caratterizzati da accenti, espressioni differenti ma anche interi studi televisivi o stazioni ferroviarie hanno popolato una scena vuota grazie alla incredibile capacità di Silvia Gallerano. Il racconto di un frammento di vita in cui il personaggio mette letteralmente a nudo se stessa raccontandosi e raccontando in maniera del tutto inconsapevole le sue paure, la sua determinazione, il suo voler essere “alta” a tutti i costi, dei suoi bisogni.

Quando lo spettatore si rende conto della logica che regge il monologo è ormai troppo tardi ritrovandosi complice, aguzzino di quella bestia affamata di Fama sul trespolo al centro del palco, alimentando con le sue risate sarcastiche una morale quasi blasfema che giustifica una convinzione agghiacciante, distorta e radicata ovvero che quei 999 ragazzi e una ragazza, piccola e malnutrita, dalle camice rosse hanno combattuto in nome della libertà affinché donne dotate di altrettanta determinazione possano avere la gloria sancita dalla Tv.

Salva

Salva

Tags
Mostra di più

Alfredo Polizzano

Siciliano di nascita in un tempo indefinito, libraio eclettico ha fatto della curiosità la sua ragione di vita e della bellezza la sua guida. Due grandi passioni professionali, i libri e il teatro, in cui la vita è l'eterno presente di un tempo che non è mai stato ma che sarà per sempre.

Potrebbe interessarti anche

Back to top button

Adblock Identificato

Considera la possibilità di aiutarci disattivando il tuo Adblock. Grazie.