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Ospedale di Acireale, 85enne in astanteria da domenica

Da oramai diverso tempo la disorganizzazione accompagna di pari passo l’ospedale “Santa Marta e Santa Venera” di Acireale. Complici i tagli alla sanità operati dal governo regionale, il nosocomio acese si è trasformato in una sorta di piccolo inferno, dove ogni giorno si registrano tanti disservizi. Sotto i riflettori c’è soprattutto il Pronto Soccorso, costretto a servire un’utenza fuori dal normale, soprattutto in seguito alla chiusura dell’ospedale di Giarre.

In un ospedale di Acireale sempre più al collasso bisogna annotare dei frequenti disagi, i quali sono vissuti sia dai malati che dai loro parenti. A tal proposito, abbiamo raccolto la testimonianza del signor Antonio Giardina, la cui madre di 85 anni si trova ferma in astanteria da domenica, in attesa di una collocazione all’interno di uno dei reparti della struttura ospedaliera:

«Prima di tutto ci tengo a chiarire che mia madre in questi giorni ha ricevuto la massima assistenza da parte del personale medico e paramedico dell’ospedale di Acireale. Posso dire che il personale sanitario che lavora nel nosocomio acese opera in una situazione paragonabile e simile a medici senza frontiere. T

uttavia, loro possono fare poco per trovare un posto libero nei reparti ai vari pazienti. Mia madre, una donna di 85 anni, si trova da domenica in astanteria, dove ogni giorno si vede davvero di tutto. Per una persona così anziana questi sono dei traumi che ogni figlio vorrebbe evitare; non le dico le dico che cosa succede nelle ore serali e notturne a partire dalle 20.00, in cui ci troviamo nelle mani di nessuno in quanto finisce il servizio di vigilanza. Mia madre dovrebbe essere ricoverata nel reparto di medicina-chirurgia, ma mi dicono che questo non è possibile per mancanza di posti letto. Penso che a questo punto un ricovero in qualsiasi reparto andrebbe meglio in confronto a restare in astanteria».

Foto di repertorio.

 

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