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Politica

Ospedale di Acireale: risultato raggiunto o mero annuncio?

L’annuncio della classificazione del distretto Sanitario di Acireale e Giarre a  DEA (Dipartimento di emergenza e accettazione) di primo livello avvenuto nella scorsa settimana con tanto di conferenza stampa a cui hanno partecipato il deputato regionale Nicola D’Agostino (Segretario di Sicilia Futura) e il sindaco di Acireale Roberto Barbagallo all’ospedale S. Marta e S. Venera di Acireale ha destato particolare interesse nei media locali e della cittadinanza acese presentandosi a prima vista come un grande risultato. Possibili investimenti e assunzioni hanno nutrito la fantasia di molti tant’è vero che a seguito di questo annuncio vi è stato spazio anche per la polemica. Difatti alcuni cittadini, presumibilmente giarresi, hanno mostrato il loro dissenso su Facebook nei confronti dell’onorevole D’Agostino reo, a loro dire, di essersi dimenticato del pronto soccorso di Giarre (chiuso da tempo) avvantaggiando unicamente la comunità  acese.20170117_114407

A riportare tutti con i piedi per terra ci ha pensato, però, il comunicato stampa del deputato Francesco Cappello (Movimento 5 stelle) che da sicilia5stelle tuona: “Dalla bozza autunnale si passa a quella invernale, il cui percorso rimane comunque assolutamente incerto  […] Nel frattempo la situazione delle nostre aziende ospedaliere resta drammatica,  con un personale che continua a restare precario, con il blocco delle assunzioni e la prorogatorie delle graduatorie che non lasciano scampo ai pazienti siciliani che ancora devono attendere tempi migliori per una sanità almeno decente […] Speriamo che le assunzioni, che in tantissimi hanno cavalcato a scopo elettorale, siano finalmente più  vicine. I siciliani sono stanchi di annunci scoop, puntualmente seguiti dal nulla.”

Allora, incuriositi,  abbiamo deciso di approfondire la tematica per compredere cosa significa realmente questa annunciata classificazione e quali possibilità  di reale potenziamento della struttura ospedaliera acese vi siano intervistando alcuni protagonisti della politica acese.

Cosa ne pensa dell’annunciata classificazione del distretto di Acireale e Giarre a DEA di primo livello?

20170116_194854Antonio Barbagallo (Coordinatore di Forza Italia Acireale) – «Dopo aver chiuso il pronto soccorso di Giarre era auspicabile che l’ospedale di Acireale dovesse essere in qualche modo potenziato e salire a DEA di primo livello. Potrebbe essere una buona occasione se concretamente attuata. Non bisogna nascondere che in realtà la Regione sta compiendo dei pesanti tagli alla sanità ed Acireale in questa occasione ne ha beneficiato, speriamo non a discapito, per tempestività del servizio di emergenza ad esempio, di altri utenti viciniori. L’ospedale di Acireale vanta degli ottimi servizi, speriamo che il Pronto Soccorso ne diventi una eccellenza».

20170116_195018Angela Foti (deputato regionale Movimento 5 stelle) – «Questo è un salto di qualità che risarcisce il comprensorio della perdita del presidio di Giarre e sicuramente mettendo a punto questo nuovo sistema avremo maggiori risposte ai bisogni di salute di tutta l’area ionica-etnea. Attendiamo ancora che le piante organiche vengano portate in commissione. Che vengano approntati e approvati i relativi atti aziendali e piante organiche. Solo allora i medici saranno messi in condizione di poter rispondere all’utenza in maniera completa e dovremo attendere il via libero del ministero. Questo governo ci ha abituato a notevolissimi ritardi. Non a caso più modelli di rete ospedaliera in questi ultimi due anni sono stati pubblicizzati e passati anche dalle commissioni e per ultima quella proposta a settembre prevedeva che l’ospedale di Acireale fosse ulteriormente ridimensionato. Invece questa volta pare ci sia l’intenzione di restituire la giusta dignità ad una struttura strategica importantissima»

20170116_194829Nicola D’Agostino (deputato regionale e segretario di Sicilia Futura) – «L’assessorato sta riorganizzato tutta la rete sanitaria ed ha cominciando con la rete dell’emergenza. Questa riorganizzazione segue una serie di adempimenti che sono anche nazionali e che serviranno anche a far capire quale deve essere la miglior risposta che il servizio sanitario regionale deve dare a tutti i cittadini siciliani».

 

Crede che questa sia la riforma definitiva?

«Secondo una valutazione assolutamente corretta e corrente dovrebbe essere il piano dell’emergenza che meglio risponde alle esigenze complessive. Tutte le esigenze non le può coprire. Non può certamente accontentare tutti perché il modello di sanità che ci impone il governo nazionale e la riforma regionale è quello di tendere all’efficienza e questa non si raggiunge con il modello sanitario che era stato previsto 40-50 anni fa per cui c’erano tanti ospedali territoriali che erano uno fotocopia dell’altro e che evidentemente davano delle risposte mediamente mediocri. Per evitare questa mediocrità si tende adesso ad organizzare e specializzare il territorio.»

Cosa ne pensa della polemica sviluppatasi sui social relativa alla chiusura del pronto soccorso di Giarre?

«A me dispiace che la comunità di Giarre si senta in second’ordine rispetto ad Acireale. Ma la scelta di fare di Acireale un certo tipo di ospedale e di Giarre un altro tipo di ospedale è una scelta già fatta. E’ una scelta che è stata fatta per vari motivi: problemi strutturali, problemi di alcuni reparti che già c’erano ad Acireale e non a Giarre etc. Quindi si è dovuta fare una scelta che non può dipendere dalla geografia, dalla vicinanza o meno ad altri presidi, ma dipende dal modello organizzativo che già era in atto. Acireale aveva un modello organizzativo e una risposta sanitaria che se distrutta avrebbe significato perdere di più di quanto si sta perdendo a Giarre. Fermo restando che a Giarre ci sono dei problemi strutturali ancora oggi importantissimi e che non sono facilmente risolvibili»

Lei crede che il pronto soccorso acese ad oggi sia efficiente?

«Attualmente il p.s. di Acireale, che ha circa 40.000 richieste di soccorso l’anno, fa quello che può in una condizioni di obiettiva criticità. Dire che non ci sono problemi al pronto soccorso è una menzogna. I problemi al p.s. ci sono perché c’è una enorme utenza che si riversa al p.s. di Acireale. Perché magari dovremmo avere qualche medico al p.s. che abbia il coraggio di dire al paziente che quella richiesta di soccorso non è da pronto soccorso e quindi, in questo caso, abbasseremmo il livello di pressione del p.s.. Dovrebbe avere qualche medico la capacità di far si che l’osservazione breve non duri 48/72 ore ma 12 o massimo 24 ore e poi la persona va a casa o segue altri percorsi medici-sanitari. Dovremmo pretendere dalla gente che non si vada al p.s. per qualunque malore. […]»

E dove dovrebbero andare?

«C’è il PTE (presidio territoriale d’emergenza) e ci sono i medici di base»

Lei crede che sia un sistema realmente funzionante?

«Denunzino i cittadini le omissioni dei medici curanti. E’ assurdo che un medico curante oggi si riduca solo a prescrivere il farmaco. Il medico curante deve dare la prima assistenza e deve dire al paziente qual è il suo problema e non spedirlo al pronto soccorso. Altrimenti il p.s. impazzisce anche se ci fossero il doppio dei medici e il doppio degli infermieri. Il p.s. di Acireale ha i medici, gli infermieri, le sale e i posti letto che prescrive la legge. Solo che c’è troppa richiesta. […]. Anche i medici dovrebbero avere il coraggio di non fare la scelta a volte anche troppo comoda di tenere tutti in osservazione perché così non affrontano le responsabilità. […]»

Cosa si deve migliorare immediatamente al pronto soccorso di Acireale?

«Al pronto soccorso occorre immediatamente : una migliore pulizia, brandine, posti letto (nell’osservazione breve) e barelle a sufficienza. Questo è il minimo. Dopodiché stiamo vedendo se sarà possibile mettere a disposizione degli utenti-pazienti una figura all’interno dello stesso Triage che affianchi  l’operatore del Triage e che aiuti il paziente a proseguire il suo percorso all’interno dell’ospedale stesso. […]»

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