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Orologi d’epoca, il lusso che non conosce crisi

Il lusso, il mondo degli orologi d’epoca in particolare, è un settore che anche dopo la pandemia da Covid 19 sembra non conoscere crisi.

La pandemia da Coronavirus ha senz’altro cambiato le nostre abitudini, il nostro modo di relazionarci, di gestire il lavoro e il tempo libero. Non per ultimo la pandemia ha cambiato il nostro modo di fare acquisti.

I consumatori hanno subìto una spinta evidente verso i sistemi di acquisto online, un’abitudine che chiaramente era già diffusa ma che è diventata oggi “preferibile” rispetto alla confusione, gli assembramenti e le lunghe file in cassa all’interno dei negozi.

Il settore del lusso sembra  però aver resistito alla pandemia continuando con una crescita che è ormai in atto da oltre dieci anni. Un esempio? Sembra che le borse Hermès abbiano registrato un aumento dei prezzi del 17%!

Cosa è considerato un bene di lusso?

Questa in realtà è una domanda la cui risposta cambia in base al periodo e agli eventi.

Secondo il Knight Frank Luxury Investment Index i principali beni di lusso sui quali oggi si punta maggiormente sono: bottiglie pregiate, auto d’epoca, opere d’arte, monete antiche, gioielli, borse e orologi.

In ogni caso si tratta di beni di grande valore e il rischio di andare incontro a “merce contraffatta” o danneggiata è sempre una possibilità. E’ importante dunque affidarsi sempre ad esperti del settore che possano verificarne le condizioni prima dell’acquisto.

Dal 10 al 14 settembre 2021 in occasione di Vicenzaoro, lo IEG, Italian Exhibition Group, riunisce istituzioni, influencers e appassionati del settore orafo-gioielliero e dell’orologeria vintage. In particolare domenica 12 settembre Ugo Roncani, professore in Orologeria Meccanica ed Elettronica e Ambassador della Fondation de la Haute Horlogerie terrà il seminario “Lo straordinario mondo del vintage: il mercato, l’importanza delle condizioni all’atto dell’acquisto, il restauro a regola d’arte e come curare l’orologio nel tempo”.

Spinti dal titolo di questo seminario, L’Urlo ha cercato di approfondire l’argomento “cura dell’orologio nel tempo”.

Cosa significa “curare un orologio”? Come e quando farlo? A chi rivolgersi?

Dario Giorgianni, noto ai catanesi per le sue serate al Manteca e al Banacher, è un vero esperto del settore.

Abbandonati, almeno per il momento, i panni dell’organizzatore di eventi e serate in discoteca, Dario Giorgianni ha iniziato a coltivare un’altra passione diventata un lavoro. All’interno del suo negozio sito a Catania in via Dario si occupa di orologi d’epoca. Il suo lavoro consiste nel reperimento di pezzi di ricambio di orologi d’epoca, antichi, fuori produzione da 40-50 anni, difficili da trovare sul mercato.

«Quando parliamo di orologi d’epoca, parliamo di oggetti di una certa età. – ci racconta Dario-  Di conseguenza, se fai automaticamente un confronto con un Apple watch o un orologio moderno è chiaro che con un orologio d’epoca puoi fare meno cose. Non è consigliato indossarlo per andare in moto, al mare. E’ consigliabile al contrario non strafare con questi oggetti. La cura consiste nella manutenzione, nel preservare l’oggetto nel tempo, sostituire le guarnizioni, effettuare revisioni per fare in modo che l’orologio possa durare nel tempo. Si tratta di pezzi dal grande valore, alcuni di essi infatti possono valere proprio quanto un appartamento. Un orologio d’epoca mediamente va controllato ogni cinque anni, ma chiaramente dipende dalle abitudini, dalla cura quotidiana, da come e ogni quanto viene utilizzato. Spesso mi capita anche di seguire alcune persone prima dell’acquisto. Tanta gente vuole controllarli prima perché un orologio d’epoca ha valore se è coevo, cioè se tutti i parametri dell’orologio sono identici a quando l’orologio è uscito. Se si tratta di un pezzo di 60 anni fa, per avere un valore importante deve avere il quadrante originale di 60 anni fa così come le lancette, i pulsanti ecc…Questo fa la differenza nell’ambito dell’orologio d’epoca. Sono queste le voci che fanno lievitare o dimezzare il valore di un orologio.»

Quali sono, secondo te, i “marchi da podio”?

«Sicuramente tra le aziende leader più a portata di mano troviamo Rolex e Omega, mentre proprio sul podio posso mettere Patek Phillippe, Vacheron, Audemars Piguet.»

Cosa cercano gli estimatori catanesi?

«Tra i collezionisti va tantissimo Rolex perché è un oggetto che oggi è di difficile reperibilità e ha anche un mercato praticamente continuo. Tutti lo cercano e da usato può valere anche più che nuovo.»

Un settore che conosce crisi o no?

«No assolutamente. Anzi, è un settore che aumenta di continuo. E’ un bene rifugio da una parte. E poi chi può mantenere una collezione di orologi d’epoca di un certo valore tendenzialmente non risente della crisi. Ma soprattutto è un investimento.»

E di veri e propri investimenti si tratta con cifre che possono andare dai 3500 agli oltre 70000 euro.

Dopo un anno in cui abbiamo compreso in parte il valore del tempo, un pò come Carrie di Sex and the City… non possiamo fare a meno di chiederci, “Esiste un altro modo per misurare il tempo?”

 

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