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Operazione Enigma: il clan Mazzei diventa agenzia di recupero crediti – VIDEO I NOMI E LE FOTO

L’operazione Enigma ha preso corpo due anni e mezzo fa, sul finire del 2012, quasi per caso. A quell’epoca la Squadra Mobile effettuò una perquisizione nell’appartamento di Costantino Grasso, ritenuto il responsabile della squadra “Lineri” – frazione di Misterbianco – del clan Mazzei (detti i Carcagnusi). Nel corso di quella verifica, gli agenti recuperarono dei block-notes che fungevano da libro mastro, con all’interno voci di entrata ed uscita di somme collegate ad estorsioni, compravendita di stupefacenti e “stipendi” da consegnare ai familiari degli affiliati detenuti. Scattò così per gli inquirenti una certosina opera di decriptazione di quelle carte, che in effetti documentavano (e contabilizzano) la vita dell’intera organizzazione. Tra le uscite erano presenti perfino le spese sostenute a Natale per l’acquisto di panettoni da distribuire ai parenti, tra cui i 400 euro con cui vennero acquistati, il 24 dicembre 2010, i dolci da destinare a Sebastiano Mazzei, l’altro vertice della cosca, arrestato lo scorso 10 aprile dopo un anno di latitanza e colpito oggi dall’ordinanza di misura cautelare.

L’operazione è stata denominata Enigma per un’analogia storica: si chiamava così una macchina che i tedeschi, nella Seconda guerra mondiale, utilizzavano per cifrare e decifrare messaggi e comunicazioni militari. Un metodo disvelato allora dagli inglesi, oggi dalle forze dell’ordine. Assieme alle “tradizionali” attività criminali, Enigma porta alla luce un dato non del tutto nuovo ma in preoccupante crescita: la mafia si trasforma via via in agenzia di riscossione del credito. Gli imprenditori ed i commercianti finiti agli arresti domiciliari (gli ultimi nove nomi nell’elenco fornito da L’Urlo, in altro articolo sull’argomento) si rivolgevano ai Mazzei per riscuotere somme da altri colleghi morosi. La riscossione prevedeva ovviamente l’impiego di minacce.

La Mobile, in qualche caso, ha evitato che si passasse dall’intimidazione alla violenza fisica, con arresti mirati in flagranza di reato. L’indagine ha inoltre “mostrato” la struttura portante dei Mazzei (retti dal già citato Sebastiano Mazzei), suddivisa in due gruppi: la squadra del c.d. Traforo e la squadra di Lineri, guidata da Costantino Grasso. Nelle interviste video, le impressioni del Procuratore della Repubblica di Catania Giovanni Salvi e del dirigente della Squadra Mobile Antonio Salvago.

I nomi e le foto degli arrestati

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