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ONG for dummies. Qualcuno ne ha bisogno

ONG: cosa sono?

ONG, Organizzazioni Non Governative per stessa definizione, senza scopo di lucro, che riescono a sostenersi grazie alle libere donazioni e alle attività dei volontari. In linea di principio, esistono due tipologie di ONG. Esistono quelle che intervengono con finalità politiche e quelle che operano in maniera diretta come il salvataggio dei migranti in mare.

Nel 2017, con il vertice di Tellin, l’Unione Europea ha regolamentato un nuovo codice per le navi delle ONG. Si tratta di un decalogo voluto dall’Italia che, in particolare, vieta alle ONG di navigare in acque libiche e di trasferire i migranti salvati da una nave all’altra.

Al centro di numerose inchieste, le navi delle ONG non avrebbero motivo di esistere se non ci fossero dei poveri disperati che tentano di trarre in salvo la propria vita da fame e guerre attraversando il Mediterraneo. Il comandante Carola Rakete non avrebbe i dread. Il Ministro Matteo Salvini non sarebbe ministro. Fabiola Foti e Debora Borgese non sarebbero finite nel mirino di insulti sessisti e razzisti al contrario, da parte della comunità radical chic cittadina dopo la pubblicazione di un video realizzato con l’intento di irritare le ultime ipocrisie komuniste (da notare la “K” per aumentare l’orticaria) nazionali.

Carola Rakete e la tifoseria da stadio pro ONG

La difesa d’ufficio intrapresa nelle piazze, al bar, sui social, in TV e sui giornali a favore della comandante dimostra solo una cosa. Pochi hanno chiara la situazione attuale nel continente africano.

Su 54 Stati, in 30 si contano circa 265 tra milizie e guerrigliere che vedono coinvolti gruppi terroristi, separatisti e anarchici. Il report annuale del Norwegian Refugee Council (Nrc) riporta dati raccapriccianti. Ma, anziché battersi e proporre soluzioni intelligenti per fermare guerre e milizie in favore della cosa più bella ed evoluta del Pianeta, la Pace, si sostengono le ONG. ONG che, come detto sopra, non avrebbero motivo di esistere se in Africa la situazione fosse diversa. 

A cosa sono servite le cosiddette “missioni di pace” dell’Italia in Africa? A poco come a niente se consideriamo che i nostri uomini e donne partono armati fino ai denti.

Quanto costano agli italiani le missioni di pace in Africa?

Come nostro uso e costume, ecco il dossier ufficiale redatto dal Parlamento Autorizzazione e proroga missioni internazionali 2019. 

Libia

La missione UNSMIL (United Nations Support Mission in Libya), istituita nel settembre 2011, prevede un fabbisogno pari a 121.217 euro.

La missione bilaterale di assistenza e supporto in Libia (MIBIL) si occupa di assistenza sanitaria, corsi di sminamento, formazione delle forze di sicurezza, assistenza nel controllo dell’immigrazione illegale, ripristino
dell’efficienza degli assetti terrestri, navali ed aerei comprese le relative infrastrutture, attività di capacity building, ricognizioni, garanzia della sicurezza per il personale impiegato. Con 400 unità di personale e 150 mezzi terrestri, l’Italia sostiene la missione per 49.012.962 euro.
La missione include anche il supporto alla Guardia costiera libica della Guardia di Finanza per un fabbisogno pari a 6.923.570 euro.

L’European Union Border Assistance Mission in Libya (EUBAM Libya) è condotta dalla Polizia di Stato con un approvvigionamento per il 2019 pari a 263.680 euro.

Mali

Le Nazioni Unite partecipano in Mali con la missione denominata Multidimensional Integrated Stabilization Mission in Mali (MINUSMA). L’Italia partecipa alla missione MINUSMA con 7 unità di personale militare. Il fabbisogno finanziario della missione per il 2019 è pari a euro 808.684.

La missione dell’UE denominata EUTM Mali vede partecipare l’Italia con 12 unità di personale militare.
Il fabbisogno finanziario della missione, relativamente al 2019 è stimato in 1.262.435 euro.

Quattro unità di personale militare italiano partecipano alla missione dell’UE denominata EUCAP Sahel Mali con spesa pari a 554.766 euro.

Niger

L’Italia partecipa alla missione EUCAP Sahel Niger con 2 unità di personale militare. Il fabbisogno finanziario della missione riferito al 2019 è stimato in 301.940 euro.

La missione bilaterale di supporto nella Repubblica del Niger costa all’Italia 48.509.927 euro.

Sahara Occidentale – Marocco

La missione denominata United Nations Mission for the Referendum in Western Sahara (MINURSO) conta 2 unità di personale militare italiano per una spesa pari a 381.778 euro.

Multinational Force and Observers (MFO) si svolge in Egitto, nella penisola del Sinai. Al finanziamento del MFO contribuiscono, in parti uguali, Egitto, Israele e Stati Uniti e alcune Contributing Nations (Corea del Sud, Regno Unito, Svizzera, Germania, Giappone, Norvegia, Danimarca, Finlandia, Svezia, Olanda). L’Italia partecipa con 75 unità di personale militare e l’impiego di mezzi navali nella misura di 3 unità. Il fabbisogno finanziario della missione riferito al 2019 è stimato in 6.392.575 euro.

Repubblica Centraficana

L’Italia partecipa all’European Union Training Mission Repubblica Centrafricana (EUTM RCA) con 3 unità militari e per 421.368 euro di spesa.

Somalia

La missione UE antipirateria denominata EUNAVFOR Atalanta al largo della Somalia conta per l’Italia 407 unità di personale militare, due mezzi navali e due mezzi aerei. Il fabbisogno finanziario della missione per il 2019 è stimato in euro 26.835.950

Sempre in Somalia, la missione PSDC della UE di addestramento denominata EUTM Somalia.
L’Italia partecipa alla missione con 123 unità di personale militare, l’impiego di 20 mezzi terrestri e una spesa per il 2019 pari a 12.285.743 euro.

L’Italia partecipa anche alla missione PSDC dell’UE di capacity building denominata EUCAP Somalia (ex EUCAP Nestor) con 3 unità di personale militare con una spesa di 416.441 euro.

Per la missione bilaterale di addestramento delle forze di polizia somale e gibutiane nella Repubblica di Gibuti e in Somalia. l’Italia partecipa con 92 unità di personale, mezzi terrestri nella misura di 18 unità e 9.819.344 euro il fabbisogno per la missione.

Dispositivo aeronavale nazionale

Si tratta dell’“Operazione Mare Sicuro” ovvero del supporto alla Guardia costiera libica richiesto dal Consiglio presidenziale – Governo di accordo nazionale libico (GNA).
Tra le principali funzioni dell’Operazione Mare Sicuro, la sorveglianza e protezione delle piattaforme ENI nell’offshore libico. La protezione delle unità navali nazionali impegnate in operazioni di ricerca e
soccorso (SAR). La protezione del traffico mercantile nazionale nell’area. La deterrenza e contrasto dei traffici illeciti. La raccolta di informazioni sulle attività di gruppi di matrice terroristica e sull’organizzazione dei traffici illeciti e dei punti di partenza delle imbarcazioni.

L’Operazione Mare Sicuro conta 754 unità di personale militare italiano, 6 mezzi navali, 5 mezzi aerei per
85.191.012 euro.

Al netto di questi dati, tra missioni di pace e l’Operazione Mare Sicuro si arriva a una sola conclusione. La militarizzazione da parte delle Nazioni Unite e quindi anche delle forze armate italiane, non ha attutito milizie e guerriglie in Africa. Inoltre, le navi delle ONG, i cui costi sono sovvenzionati da donatori in buona fede, oltre a essere superflue considerate le navi impiegate per il soccorso in mare, rischiano di intralciare le finalità dell’Operazione Mare Sicuro.

Fate l’amore non fate la guerra!

E quando la forma d’amore più emancipata della società moderna è fondata sul Dio Denaro e quindi sull’Economia, anziché inneggiare le irresponsabili prodezze delle ONG, destra, sinistra, nord, sud, est e ovest dovrebbero promuovere una politica diversa. Sviluppo dell’economia sul territorio, produzione a vantaggio dell’economia locale e internazionale, occupazione – perciò ricchezza e pace – attraverso le charter cities in Africa coordinate dall’ONU.

Non è una nostra invenzione ma lo studio del Nobel per l’Economia del 2018 Paul Romer.

Investire meglio e in modo più proficuo il nostro denaro nazionale a vantaggio di noi tutti.

Fermare le guerre che sono la cosa più stupida e insulsa del genere umano e che nel 2019 non si riescono neppure a spiegare.

Porre fine alla becera propaganda politica che se non sei pro ONG sei razzista di destra, mentre se sei pro ONG sei “buonista” di sinistra. Queste beghe vi hanno tolto la capacità di sorridere e portato a rispondere a ciò che non vi garba con l’insulto superando abbondantemente la diffamazione.

Se il saggio punta la luna, non fissate solo il dito.

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Debora Borgese

Non ricordo un solo giorno della mia vita senza un microfono in mano. Nata in una famiglia di musicisti da generazioni, non potevo non essere anche io cantante e musicista. Ma si registrano nomi di rilievo anche tra giornalisti e critici letterari, quindi la penna è sempre in mano insieme al microfono. Speaker radiofonica per casualità, muovo i primi passi a Radio Fantastica (G.ppo RMB), fondo insieme a un gruppo di nerd Radio Velvet, la prima web radio pirata di Catania e inizio a scrivere per Lavika Web Magazine. Transito a Radio Zammù, la radio dell'Università di Catania, e si infittiscono le collaborazioni con altre testate giornalistiche tra le quali Viola Post e MuziKult. Mi occupo prevalentemente di politica, inchieste, arte, musica, cultura e spettacolo, politiche sociali e sanitarie, cronaca. Diplomata al Liceo Artistico in Catalogazione dei Beni Culturali e Ambientali - Rilievo e restauro architettonico, pittorico e scultoreo, sono anche gestore eventi e manifestazioni, attività fieristiche e congressuali. Social media manager e influencer a detta di Klout. Qualche premio l'ho vinto anche io. Nel 2012, WILLIAM SHARP CONTEST “Our land: problems and possibilities, young people’s voices” presentando lo slip stream “I go home. Tomorrow!” Nel 2014, PREMIO DI GIORNALISMO ENRICO ESCHER: mi classifico al 2° posto con menzione speciale per il servizio sulla tecnica di cura oncologica protonterapica e centro di Protonterapia a Catania. Nel 2016, vince il premio per il miglior programma radiofonico universitario 2015 "Terremoto il giorno prima. Pillole di informazione sismica" al quale ho dato il mio contributo con il servizio sul terremoto in Irpinia. Ho presentato un numero indefinito di eventi musicali, tra i quali SONICA di Musica e Suoni, e condotto dirette radiofoniche sottopalco per diverse manifestazioni musicali come il Lennon Festival, moda e concorsi di bellezza. Ho presentato diversi libri di narrativa e politica, anche alla Camera dei Deputati. Ho redatto atti parlamentari alla Camera, Senato, Assemblea Regionale Siciliana e mozioni al Comune di Catania. Vivo per la musica. Adoro leggere. Scrivo per soddisfare un bisogno vitale. La citazione che sintetizza il mio approccio alla vita? Dai "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" di L. Pirandello: "Studio la gente nelle sue più ordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch'io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno".

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