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Omicidio Biancavilla, c’è di più. Trovati in casa armi e droga

A seguito della confessione della moglie Vincenzina Ingrassia,  che aveva inscenato la rapina e inventato l’intera vicenda per destare i sospetti riguardo l’uccisione del marito, è stato rilevato, durante la conferenza stampa, che la felice e tranquilla coppia di pensionati che, dopo anni di vita in una caotica e rumorosa città, si era trasferita in zone di montagna in quanto fosse il loro desiderio da una vita, risultasse tutto meno che tranquilla.

A quanto pare, le indagini, seguite da un’approfondita perquisizione della villa, hanno reso noto che all’interno dell’abitazione fossero presenti una pistola, un fucile e venti piantine di sostanze stupefacenti.
Il materiale trovato ha particolarmente incuriosito l’Autorità Giudiziaria, che adesso indaga sulla reale identità della coppia, per capire cosa succedesse solitamente in quella villa.

Il fucile e le pistola sono stati immediatamente sottoposti a sequestro e le venti piantine sono state sdradicate dalla loro precedente ubicazione.

Sarà aperto un fascicolo da parte della Procura di Catania e la donna, assassina del marito, che in sua difesa ha detto “ero stanca, aveva scatti violenti”, pagherà la condanna, esito del processo che seguirà.

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Vincenzina Ingrassia
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Redazione

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